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	<title>Alimentazione.it</title>
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	<description>Il portale della nutrizione</description>
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		<title>Dieta e alimenti consigliati per abbassare il colesterolo</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 12:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Colesterolo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ultimamente, in tema di cibo e attenzione all&#8217;alimentazione, si sta verificando un movimento in controtendenza, che sta riportando le persone verso la conoscenza e la consapevolezza che ciò che introduciamo nel nostro corpo è inevitabilmente responsabile&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente, in tema di cibo e attenzione all&#8217;<strong>alimentazione</strong>, si sta verificando un movimento in controtendenza, che sta riportando le persone verso la conoscenza e la consapevolezza che ciò che introduciamo nel nostro corpo è inevitabilmente responsabile di disturbi e malattie.</p>
<p>Dunque un ritorno al cibo più sano,<strong> meno grassi</strong> e meno &#8220;cibo spazzatura&#8221;, complici anche i nuovi must della gastronomia Bio o Vegana. Uno dei nemici sempre in agguato, quando si tratta di cibo, è il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Colesterolo" target="_blank"><strong>colesterolo</strong></a>, un valore del sangue che misura i grassi accumulati nelle vene e nelle arterie, ed è indice di elevati rischi di presenze di patologie cardiovascolari. I valori normali si attestano intorno ai 200mg/dl. Esiste tuttavia una dieta che può controllare il colesterolo, tenendolo &#8220;a bada&#8221; entro la forbice prevista dalle linee guida del Ministero della Sanità.</p>
<p>In linea di massima si tratta di un <strong>regime alimentare</strong> che limita l&#8217;assunzione di <strong>zuccheri, grassi saturi, prodotti industriali, fritti, cereali raffinati(farina 00), bevande gasate e zuccherate e cibi da fast-food</strong>. Questa dieta limita al minimo anche il consumo di carni rosse, formaggi troppo grassi e stagionati e di insaccati non magri (mortadella, salami ecc).</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-130" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione11-300x203.jpg" alt="alimentazione11" width="300" height="203" title="Alimentazione Dieta e alimenti consigliati per abbassare il colesterolo" /></p>
<p>Il condimento principe di questa dieta è l&#8217;<strong>olio extravergine d&#8217;oliva</strong>, bandendo dalle proprie tavole maionesi, salse elaborate, panna ecc. Gli alimenti da prediligere che possono aiutare notevolmente in questa &#8220;battaglia&#8221; sono i <strong>cereali integrali</strong>, quindi pane e pasta integrali. Si anche all&#8217;<strong>avena</strong>, all&#8217;<strong>orzo</strong>, e al <strong>grano saraceno</strong>. Anche molti legumi sono utili per far abbassare il valore del colesterolo.</p>
<p>Pare che il consumo di frutta secca, in particolare le <strong>noci</strong>, grazie all&#8217;elevato contenuto di grassi omega 3, siano in grado di prevenire alcune patologie legate all&#8217;apparato cardiovascolare. Da non tralasciare <strong>frutta e verdura</strong> in quanto ricche di fibre solubili. <strong>Mele, pere, banane ed i mirtilli</strong>, sono degli alleati preziosi.  Altri alimenti ricchi di omega 3 sono alcuni pesci come il <strong>merluzzo</strong> e tantissimi pesci azzurri.</p>
<p>Per finire, conoscendo gli alimenti alleati ed evitando il cibo spazzatura, con coscienza e buon senso possiamo evitare di ritrovarci delle analisi preoccupanti, anche perché le patologie cardiovascolari sono silenti e si manifestano allorquando il danno è già in corso. La prevenzione quando si ha a che fare con il colesterolo è fondamentale e comincia dalla tavola!</p>
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		<title>Modificazioni metaboliche indotte dalle diete low carb</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 00:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diete Dimagranti]]></category>
		<category><![CDATA[Low Carb]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le diete &#8220;low carb&#8221; sono ormai da dieci anni sotto i riflettori come oggetto di discussione fra chi le esalta e chi le critica, preferendo la dieta mediterranea. Il dibattito non riguarda soltanto l&#8217;effettiva efficacia dimagrante&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dieta_dimagrante" target="_blank"><strong>diete &#8220;low carb&#8221;</strong></a> sono ormai da dieci anni sotto i riflettori come oggetto di discussione fra chi le esalta e chi le critica, preferendo la dieta mediterranea. Il dibattito non riguarda soltanto l&#8217;effettiva efficacia dimagrante di questo tipo di diete, ma anche le conseguenze che potrebbero comportare a livello di <strong>salute</strong>. La peculiarità di una dieta low carb è quella di prevedere meno di 100 grammi di <strong>carboidrati</strong> giornalieri, con una ripartizione fra i diversi macronutrienti con il 60% di lipidi, 30% di proteine e il 10% di carboidrati. Tra le diete low carb più famose ricordiamo la Scarsdale, la Atkins, la South Beach e la Metabolica.</p>
<p>Una dieta di questo tipo però comporta anche importanti modificazioni metaboliche. Quando, all&#8217;interno di una dieta, l&#8217;apporto di carboidrati viene ridotto in maniera drastica, nelle prime 48 ore si assiste ad un incremento dell&#8217;ossidazione del <strong>glucosio</strong> nel fegato (glicogeno) e dei trigliceridi. Col passare del tempo, a causa dei modesti quantitativi di glicogeno muscolare (dai 300 ai 500 g) ed epatico (100 g), la maggior parte dei tessuti si adattano ad utilizzare per lo più acidi grassi, risparmiando così glucosio.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo viene riservato principalmente al cervello e a quei tessuti anaerobici, che per &#8220;sopravvivere&#8221; necessitano di glucosio e non sono capaci di usare gli <strong>acidi grassi</strong> per ottenere energia: è questo il caso dei globuli rossi. In tali condizioni la domanda cerebrale di glucosio è di circa 4 grammi all&#8217;ora, mentre quella dei tessuti anaerobici circa 1,5 grammi all&#8217;ora. Considerato che il fegato non è più capace di ricavare dal processo di glicogenolisi più di 3 grammi di glucosio ogni ora, è costretto ad attivare la gluconeogenesi, alternativa metabolica &#8220;di emergenza&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-139" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione20-300x203.jpg" alt="Diete Dimagranti Low Carb" width="300" height="203" title="Alimentazione Modificazioni metaboliche indotte dalle diete low carb" /></p>
<p>Questo processo comporta la produzione di glucosio derivato dagli aminoacidi contenuti nelle <strong>proteine</strong> dei muscoli. Ciò significa che minore sarà l&#8217;apporto di carboidrati nella dieta, maggiore sarà il ricorso alla gluconeogenesi, che comporta però un notevole calo di massa muscolare. In tali frangenti aumenta anche la sintesi riguardante i corpi chetonici: gli acidi grassi per primi non possono ossidarsi in maniera completa a causa dello scarso quantitativo di ossigeno e del ciclo di Krebs rallentato. Così, i corpi chetonici vengono ossidati principalmente a livello muscolare e cardiaco.</p>
<p>Quando il tasso di glucosio introdotto attraverso l&#8217;<strong>alimentazione</strong> non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno cerebrale, persino il cervello si adatta a tale situazione utilizzando i corpi chetonici per trarne energia. Queste sostanze però hanno l&#8217;effetto collaterale di acidificare il sangue fino a portare, in casi estremi, al coma e alla morte. È importante perciò che una <strong>dieta low carb</strong> preveda più di 75 g di carboidrati giornalieri di modo che la sintesi dei corpi chetonici sia ridotta ed il deficit di glucosio venga sopperito principalmente dalla gluconeogenesi.</p>
<p>Le diete low carb però riscuotono grande successo e sembrano efficaci poiché garantiscono una rapida perdita di peso, dovuta soprattutto alla scelta limitata fra <strong>alimenti</strong> e ad un incremento di <strong>proteine</strong> che hanno la peculiarità di ridurre il senso di fame, con un effetto anoressizzante superiore rispetto a carboidrati e lipidi. A queste modificazioni metaboliche è anche associata tutta una serie di effetti collaterali secondari come stitichezza, mal di testa, disidratazione, carenze vitaminiche, ipoglicemia ed aumento dell&#8217;acido urico nel sangue.</p>
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		<title>Droghe a carboidrati</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2015 18:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Integratori Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Farmacognosia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I carboidrati sono una delle classi principali di biomolecole e hanno numerose funzioni. Sono infatti riserva di energia come nel caso dell&#8217;amido, oppure sostegno alla struttura della cellula come nel caso della cellulosa. Sono inoltre responsabili&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I <a href="https://vec.wikipedia.org/wiki/Carboidrati" target="_blank"><strong>carboidrati</strong></a> sono una delle classi principali di biomolecole e hanno numerose funzioni. Sono infatti riserva di energia come nel caso dell&#8217;amido, oppure sostegno alla struttura della cellula come nel caso della cellulosa. Sono inoltre responsabili di mantenere in buono stato il sistema immunitario, la fertilità degli esseri umani e contribuiscono al corretto sviluppo biologico della persona.</p>
<p>La suddivisione dei carboidrati avviene in base al numero di atomi di carbonio che sono presenti nella struttura, e più precisamente in triosi (tre atomi), tetrosi (quattro), pentosi (cinque), esosi (sei) ed eptosi (sette). Inoltre da un punto di vista chimico si dividono in aldosi e chetosi.<br />
Parte dei carboidrati sono gli<strong> zuccheri</strong>, i quali si dividono in<strong> monosaccaridi</strong>, <strong>disaccaridi</strong>, <strong>polisaccaridi omogenei</strong> o <strong>eterogenei</strong>.</p>
<p>Molte droghe a carboidrati rappresentano un importante ramo oggetto di studio, per via delle proprietà intrinseche e delle funzioni che possono assolvere nel nostro organismo. Tra le più importanti è bene ricordare: manna, amido, cellulosa, pectine, gomme, psillium, tamarindo, tiglio, lino, malva, altea e tante altre. Volendo creare una differenziazione per comprendere appieno il mondo dei carboidrati, è bene partire differenziandoli tra semplici e composti. I carboidrati semplici (o zuccheri semplici) sono monosaccaridi, disaccaridi e oligosaccaridi.</p>
<p>Fanno parte dei monosaccaridi il <strong>glucosio</strong>, il <strong>fruttosio</strong> ed il <strong>galattosio</strong>. I disaccaridi sono invece quel ramo che comprende <strong>saccarosio</strong>, <strong>lattosio</strong> e <strong>maltosio</strong>; invece tra gli oligosaccaridi incontriamo le malto destrine. I carboidrati complessi (o zuccheri complessi) sono invece formati da tre macro aree: amidi, fibre e glicogeno. Gli amidi sono l&#8217;amilosio e l&#8217;amilo pectina; le fibre si differenziano invece in fibre idrosolubili e non idrosolubili; il glicogeno invece non prevede delle differenziazioni.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-130" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione11-300x203.jpg" alt="alimentazione11" width="300" height="203" title="Alimentazione Droghe a carboidrati" /></p>
<p>Alcune droghe a carboidrati assumono una particolare rilevanza nella vita di tutti i giorni. Ad esempio tra i carboidrati semplici monosaccaridi, sono famosissimi i <strong>destrani</strong> e le <strong>ciclo destrine</strong>. I destrani sono la base con la quale si creano dei preparati per permettere al corpo di superare gli shock emorragici, per via della loro struttura affine a quella del plasma, inoltre sono impiegati anche nella formulazione dei colliri che utilizziamo tutti i giorno. Le ciclo destrine invece sono utilizzate nel processo di aromatizzazione del the. Altre comuni droghe a carboidrati sono le <strong>malto destrine</strong>, derivanti dall&#8217;idrolisi dell&#8217;amido, che sono utilizzate come addensanti nella preparazione di alimenti per l&#8217;infanzia e come additivi all&#8217;interno di prodotti dietistici.</p>
<p>Tra le droghe a carboidrati più famose, certamente<strong> l&#8217;amido e la cellulosa</strong>, citate all&#8217;inizio, rivestono il ruolo di quelle più conosciute tra le persone. L&#8217;amido si trova nelle patate e nel riso: è usato come addensante, stabilizzante, fonte di glucosio (di fatti permette di avere a disposizione dell&#8217;organismo una buona riserva di energia) ed è anche utilizzato nella formulazione delle comuni compresse medicinali.</p>
<p>La cellulosa si trova comunemente nei <strong>cereali</strong>, nella <strong>frutta</strong>, nella <strong>verdura</strong> e abbonda nella <strong>crusca</strong>. E&#8217; una fibra alimentare insolubile prova di calorie. Se l&#8217;amido è la sostanza che rappresenta la riserva energetica, la cellulosa ha invece il compito di fornire struttura e consistenza. Si usa nei prodotti dietetici poiché blando lassativo, nella formulazione di compresse poiché protegge il principio attivo fino all&#8217;arrivo nell&#8217;intestino e si usa anche nel settore cosmetico e nella produzione della carta.</p>
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		<title>Merluzzo Con Salsa Di Basilico</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2015 05:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Dietetiche Light]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Capodanno, Natale, Pasqua e feste comandate: cos&#8217;hanno in comune? Ebbene in comune hanno la tavola! Una tavola perennemente imbandita da pietanze non proprio&#8230;leggere ed elaborate, dolci della tradizione a non finire ecc. Il risultato è uno stomaco&#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Capodanno, Natale, Pasqua e feste comandate: cos&#8217;hanno in comune? Ebbene in comune hanno la tavola! Una <strong>tavola perennemente imbandita da pietanze</strong> non proprio&#8230;leggere ed elaborate, dolci della tradizione a non finire ecc. Il risultato è uno stomaco notevolmente appesantito e qualche chiletto di troppo. Tuttavia ci sono alcune ricette &#8220;del dopo feste&#8221; in grado di riequilibrare la situazione, pur senza rinunciare al gusto. Il tutto con pochi ingredienti light e facili da reperire.</p>
<p>Vediamo insieme un esempio di piatto leggero, capace di farvi riappropriare del benessere fisico perso durante i bagordi delle festività! <a href="http://la.repubblica.it/cucina/cucina-video/il-merluzzo-una-ricetta-facile-per-cucinarlo-con-una-salsa-a-base-di-basilico-lo-chef-e-sergio-maria-teutonico-qui-le-dosi/?refresh_ce" target="_blank"><strong>Il merluzzo con salsa di basilico</strong></a> è uno straordinario piatto in grado di conciliare benissimo gusto e leggerezza, avvalendosi di ingredienti sani, leggeri e ricchi di sostanze benefiche.</p>
<p>Ingredienti per 2 persone:</p>
<ul>
<li>400 grammi di cuore merluzzo a filetti;</li>
<li>foglie di basilico;</li>
<li>olio extravergine d&#8217;oliva</li>
<li>sale q.b</li>
</ul>
<div id="attachment_243" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-243 size-medium" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione-Merluzzo-Con-Salsa-Di-Basilico-300x201.jpg" alt="Merluzzo Con Salsa Di Basilico" width="300" height="201" title="Alimentazione Merluzzo Con Salsa Di Basilico" /><p class="wp-caption-text">Fonte: https://www.flickr.com /photos/50496541@N03/5640105018/</p></div>
<h2>Preparazione:</h2>
<p>Cominciate adagiando i <strong>filetti di merluzzo</strong> in una pentola provvista di cestello per cottura a vapore. La cottura a vapore manterrà inalterati i principi nutritivi del merluzzo, senza alterarli rendendolo contemporaneamente gustoso e leggero. Fate cuocere il merluzzo per circa 10 minuti.</p>
<p>Nel frattempo mettete nel boccale di un mixer le <strong>foglie di basilico</strong> insieme ad un giro d&#8217;<strong>olio</strong>. Aggiustate di sale e fate partire le lame del mixer, realizzando un condimento dalla consistenza cremosa e dal profumo molto intenso. Adagiate i filetti di merluzzo su un bel piatto da portata e condite generosamente con la <strong>salsa di basilico</strong>. Irrorate da ultimo con un filo d&#8217;olio fresco e decorate a piacere con qualche fogliolina di basilico. <span style="line-height: 1.5;">Servite il piatto accompagnato da del fresco <strong>vino bianco</strong>.</span></p>
<p>Dosi per: 2 persone;<br />
Difficoltà: molto facile;<br />
Costo: medio;<br />
Tempo di cottura: 10 minuti circa;<br />
Tempo di preparazione totale: 30 minuti circa.</p>
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		<item>
		<title>Cellulite:  cause è rimedi</title>
		<link>http://www.alimentazione.it/cellulite-cause-e-rimedi/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2015 19:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diete Dimagranti]]></category>
		<category><![CDATA[Cellulite]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La cellulite, a differenza di come si è sempre creduto, non è un semplice grasso in eccesso, ma bensì la conseguenza di una degenerazione che coinvolge il pannicolo adiposo sottocutaneo, la circolazione venosa e linfatica ed&#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cellulite" target="_blank"><strong>cellulite</strong></a>, a differenza di come si è sempre creduto, non è un semplice grasso in eccesso, ma bensì la conseguenza di una degenerazione che coinvolge il pannicolo adiposo sottocutaneo, la circolazione venosa e linfatica ed il tessuto connettivo di sostegno denominato ipoderma. Con il passare del tempo questa alterazione conduce alla formazione dei tanto odiati cuscinetti e di zone del corpo rovinata dalla cosiddetta buccia d&#8217;arancia. La cellulite, pertanto può essere considerata una malattia, in particolare nei suoi stadi avanzati.</p>
<p>Questo disturbo si manifesta, a livello della <strong>superficie cutanea</strong>, con pelle a buccia d&#8217;arancia, depressioni ed elevazioni cutanee. Negli stadi avanzati possono presentarsi edemi o gonfiori, micro e macronoduli ed un&#8217;alterazione sia del tessuto connettivo che adiposo. Non deve essere confusa con l&#8217;adiposità localizzata che è associata a cause ereditarie e alla struttura scheletrica. L&#8217;adiposità non origina la pelle a buccia d&#8217;arancia e tanto meno comporta modificazioni del tessuto connettivo. Tuttavia la cellulite e l&#8217;adiposità possono coesistere ed aggravarsi se sussiste anche del sovrappeso. Esistono diversi tipi di cellulite ovvero quella <strong>compatta</strong>, quella <strong>flaccida</strong> e quella <strong>edematosa</strong>.</p>
<p>La <strong>cellulite compatta</strong> affligge sia le persone in sovrappeso che quelle magre. <span style="line-height: 1.5;">E&#8217; formata da<strong> masse dure</strong>, con scarsa mobilità, la pelle risulta ispessita e ruvida. Risulta dolorosa alla palpazione e presenta noduli piccoli o grandi. Le sue sedi preferite sono le ginocchia, la parte posteriore delle cosce e le natiche. La <strong>cellulite flaccida</strong> o molle si forma, soprattutto, sotto la cintura, con <strong>rigonfiamenti ondeggianti</strong> con i movimenti del corpo e modificabili nell&#8217;aspetto con i cambiamenti di posizione. Sono palpabili noduli più o meno piccoli nello strato sottocutaneo e, spesso, sono presenti anche microvarici. Si localizza per lo più all&#8217;interno sia delle cosce che delle braccia. La<strong> cellulite edematosa</strong> rappresenta un mutamento della cellulite flaccida con il <strong>ristagno di liquidi all&#8217;interno dell&#8217;adipe grasso</strong>, gonfiore alle gambe e senso di pesantezza e tensione.Colpisce prevalentemente la gambe</span></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-133" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione14-300x203.jpg" alt="alimentazione14" width="300" height="203" title="Alimentazione Cellulite:  cause è rimedi" /></p>
<p>Le cause fondamentali che predispongono alla cellulite sono i fattori genetici, la razza, l&#8217;appartenenza al sesso femminile, alcuni stadi della vita come la <strong>pubertà</strong>, la <strong>gravidanza</strong> e la <strong>menopausa</strong>, gli<strong> squilibri ormonali</strong>, l&#8217;<strong>alterazione dei ritmi biologici</strong>, la <strong>sedentarietà</strong>, lo <strong>stress</strong>, gli <strong>stati ansiosi cronici </strong>e <strong>l&#8217;insonnia</strong>, l&#8217;eccessiva <strong>fatica</strong> sia <strong>fisica</strong> che <strong>psicologica,</strong> la <strong>stitichezza</strong> e gli aumenti repentini di peso o i rapidi dimagrimenti. Ci sono poi fattori determinanti quali malattie delle vene e dei vasi linfatici, l&#8217;utilizzo di scarpe inadatte e di un vestiario troppo stretto, un&#8217;alimentazione scorretta o sbilanciata, disturbi a carico dell&#8217;apparato digerente, intossicazioni croniche ed alterazioni della colonna vertebrale e quindi della postura.</p>
<p>Per intervenire contro la cellulite , si dovrà agire in modo costante e continuativo, contro i fattori la scatenano. Si dovrà agire sul <strong>regime alimentare</strong>, eseguire un&#8217;attività fisica con costanza e regolarità, tenere sotto controllo il livello di stress ed adottare una corretta igiene di vita. Per quanto concerne <strong>l&#8217;alimentazione</strong>, sarà necessario seguire una corretta dieta anticellulite finalizzata a disintossicare, ad equilibrare, a proteggere il fegato ed a regolare le funzioni intestinali. Dovrà essere una dieta bilanciata sia qualitativamente che quantitativamente, ipocalorica, ricca di <strong>frutta</strong> e <strong>verdura</strong> fresca di stagione, con un buon rapporto di <strong>carboidrati</strong> e di acqua, povera di sale, di <strong>grassi</strong>, di <strong>cibi piccanti</strong> ed irritanti,di<strong> bevande stimolanti</strong> e garantire una giusta misura di proteine preferibilmente di origine vegetali. Ginnastica, movimento ed esercizi fisici dovranno fare parte integrante della lotta contro la cellulite.</p>
<p>Questo perché il movimento brucia calorie e quindi i depositi di grasso in eccesso, perché stimola la circolazione, l&#8217;ossigenazione e la depurazione dei tessuti. Senza dimenticare che rafforza il tono muscolare, contrasta l&#8217;indurimento del grasso ed riduce l&#8217;accumulo di liquidi nei tessuti. Si possono utilizzare, come rimedi contro questo fastidio , numerosi trattamenti da valutare con l&#8217;aiuto di un esperto. Tra questi la mesoterapia, la ionoforesi, la pressoterapia, gli ultrasuoni, l&#8217;ossigeno-ozono-terapia, la laser terapia, la massoterapia, l&#8217;elettrolipolisi, la lipoaspirazioneinestetismo, la liposcultura e le specifiche creme anticellulite.</p>
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		<title>Come nasce un tumore</title>
		<link>http://www.alimentazione.it/come-nasce-un-tumore/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2015 07:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Cancro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I tumori rappresentano una delle patologie più diffuse e temute e sono tra le principali cause di morte del XX e del XXI secolo. L&#8217;origine del cancro é eterogenea dal punto di vista molecolare, tessutale e organico:&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I tumori rappresentano una delle <strong>patologie più diffuse e temute</strong> e sono tra le principali cause di morte del XX e del XXI secolo. L&#8217;origine del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cancro" target="_blank"><strong>cancro</strong></a> é eterogenea dal punto di vista molecolare, tessutale e organico: in generale mutazioni di specifici geni, causate da stress cellulari di vario tipo (stress ossidativo, metabolico o esposizione ad agenti mutageni e cancerogeni), comportano l&#8217;acquisizione di determinate caratteristiche da parte della cellula e la perdita di altre.</p>
<p>Le cellule interessate ottengono solitamente capacità proliferative e di sopravvivenza tali da permettere loro di moltiplicarsi in modo anomalo, originando masse di dimensioni diverse. Le cellule acquisiscono vantaggi <strong>metabolici</strong> rispetto alle altre, tali da permettere loro una continua crescita e l&#8217;evasione dalla morte cellulare programmata, o apoptosi, che é un meccanismo di controllo dell&#8217;omeostasi cellulare e tessutale. É interessante sottolineare come numerosi tumori abbiano origine spesso da lesioni pre-cancerose le quali evolveranno in neoplasia in tempi differenti, sempre tessuto-specifici. Alcuni tumori si possono definire ereditari in senso stretto, con mutazioni genetiche trasmesse verticalmente da genitori a figli. Nella maggior parte dei casi le mutazioni che forniscono la grande capacità di divisione alle cellule tumorali, sono però acquisite casualmente, dovute a stress ambientali ai quali si é esposti durante la vita.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-271" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione-cancro-178x300.jpg" alt="alimentazione-cancro" width="178" height="300" title="Alimentazione Come nasce un tumore" /></p>
<p>Comunque i ricercatori hanno ormai chiarito che per i tumori raramente si può parlare di cause univoche, é più corretto introdurre il concetto di fattori di rischio che concorrono allo sviluppo del cancro. Due caratteristiche sono fondamentali per lo sviluppo e la malignità del tumore: <strong>la capacità angiogenetica e l&#8217;invasivitá</strong>. La neoangiogenesi é la capacità di un tumore di creare nuovi vasi sanguigni in modo da sviluppare un sistema vascolare &#8216;proprio&#8217; del tumore, che permetta il trasporto di <strong>sostanze nutritive</strong> alla massa tumorale. Infatti le cellule neoplastiche, essendo in continua proliferazione, richiedono un&#8217;apporto nutrizionale molto elevato.</p>
<p>L&#8217;invasivita é caratteristica fondamentale per definire il grado di malignità di un tumore. Il cancro che ha la capacità di penetrare tessuti limitrofi o perfino di raggiungere tessuti lontani dal tumore primario attraverso il sistema circolatorio è un tumore con alto grado di malignità. L&#8217;invasivitá é alla basa della metastatizzazione: infatti lo sviluppo di metastasi (produzione di masse tumorali in organi diversi dall&#8217;origine della neoplasia) é subordinata alla capacità delle <strong>cellule tumorali</strong> di invadere tessuti e il torrente circolatorio.</p>
<p>La complessità nella cura al tumore é rappresentata dalla eterogeneità della stessa malattia: di uno stesso tumore esistono istotipi con caratteristiche molecolari e tessutali molto diverse. Inoltre, uno stesso tumore é <strong>organismo-specifico</strong>: persone diverse possono sviluppare caratteristiche uniche per una data patologia. La ricerca e la medicina tendono ad un duplice scopo: da una parte trovare caratteristiche comuni dei vari tumori in modo da uniformare il bersaglio da colpire, dall&#8217;altra personalizzare la terapia al fine di ottimizzare la riposta di ogni paziente ai farmaci disponibili.</p>
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		<title>La ricetta della banana split</title>
		<link>http://www.alimentazione.it/la-ricetta-della-banana-split/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 17:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci e dessert]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La banana split è un delizioso dessert molto sostanzioso in quanto preparato con la frutta ed il gelato. Esistono innumerevoli varianti che si prestano a comporre questo fresco dolce, da servire nelle prossime serate estive da&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Banana_split" target="_blank"><strong>banana split</strong></a> è un delizioso <strong>dessert</strong> molto sostanzioso in quanto preparato con <strong>la frutta ed il gelato</strong>. Esistono innumerevoli varianti che si prestano a comporre questo fresco <strong>dolce</strong>, da servire nelle prossime serate estive da passare con gli amici. Split sta per &#8220;spaccatura&#8221;, ossia un taglio longitudinale sulla banana, da guarnire con gelato, panna montata, granella e tutto quello che la fantasia ci suggerisce. Vediamo insieme come si prepara nella sua versione più classica.</p>
<h2>Ingredienti per una banana split:</h2>
<ul>
<li>1 Banana;</li>
<li>1 Pallina di Gelato alla fragola;</li>
<li>1 Pallina di Gelato al cioccolato;</li>
<li>1 Pallina di Gelato alla vaniglia;</li>
<li>80 grammi di Cioccolato fondente;</li>
<li>150 ml di Panna fresca;</li>
<li>Granella di Nocciole q.b;</li>
<li>Scagliette di Cioccolato q.b;</li>
<li>3 Ciliegie candite;</li>
<li>3 cucchiaini di Confettura di fragole.</li>
</ul>
<h2><img class="aligncenter size-medium wp-image-228" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione-banana-split-300x198.jpg" alt="Banana Split" width="300" height="198" title="Alimentazione La ricetta della banana split" /></h2>
<h2>Preparazione:</h2>
<p>Cominciate preparando i due topping, ossia le coperture decorative del dessert. Tritate il <strong>cioccolato fondente</strong> con un coltello e fatelo sciogliere a bagno-maria aggiungendo 30 ml di <strong>panna</strong> presa dal quantitativo totale. Mettete tutto in una piccola casseruola e scaldate il topping mescolandolo continuamente. Montate la panna rimasta con le fruste elettriche.</p>
<p>Nel frattempo con l&#8217;aiuto di un colino private la confettura di <strong>fragole</strong> dei semini, ottenendo una sorta di purea da utilizzare per il secondo topping. Sbucciate la <strong>banana</strong> e tagliatela in senso longitudinale disponendola a mo&#8217; di &#8220;barchetta&#8221; su un piatto da portata. Ponete sull&#8217;apertura le tre <strong>palline di gelato</strong> consecutivamente.</p>
<p>Decorate con i due topping, quello al cioccolato e quello alla fragola. Guarnite con la panna montata e, da ultimo, con una generosa manciata di <strong>granella di nocciole</strong>, le <strong>scagliette di cioccolato</strong> e le <strong>ciliegie candite</strong>. <span style="line-height: 1.5;">Servite la banana split accompagnata con della <strong>crema di liquore</strong> fresca.</span></p>
<p>Difficoltà: bassa;<br />
Preparazione: 15 minuti;<br />
Cottura: 5 minuti;<br />
Dosi per: 1 persona;<br />
Costo: basso.</p>
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		<title>Cosa Sono le Tisane</title>
		<link>http://www.alimentazione.it/cosa-sono-le-tisane/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 23:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Integratori Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Tisane]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sempre più persone si affidano alle proprietà delle erbe. Sono sempre più in aumento le persone che si affidano alla medicina naturale in alternativa o in combinazione con quella convenzionale. Anche se la fitoterapia moderna propone elementi&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Sempre più persone si affidano alle proprietà delle erbe.</h2>
<p>Sono sempre più in aumento le persone che si affidano alla <strong>medicina naturale</strong> in alternativa o in combinazione con quella convenzionale. Anche se la <strong>fitoterapia moderna</strong> propone elementi già pronti come le <strong>tinture madri o i macerati</strong>, le <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tisana" target="_blank">tisane</a></strong> sono la soluzione casalinga più adottata dalla stragrande maggioranza delle persone. Ma cosa sono esattamente le tisane? Le tisane sono preparazioni adatte ad attenuare alcune patologie come gli stati d&#8217;ansia o situazioni dolorose quali l&#8217;emicrania o i dolori mestruali.</p>
<p>L&#8217;elemento che deve agire sulla specifica patologia viene detto &#8216;remedium cardinale&#8217; mentre le <strong>erbe secondarie</strong> che vengono associate a quella principale sono dette &#8216;adiuvans, costituens e corrigens&#8217; e oltre a placare il dolore, agiscono come correttori di sapore. Spesso la tisana viene confusa con il decotto mentre invece c&#8217;è una grande differenza tra le due preparazioni. Mentre i decotti si realizzano portando ad ebollizione le <strong>erbe officinali</strong> ponendole in acqua fredda, infusi e tisane si preparano immergendo gli elementi in acqua calda per qualche minuto.</p>
<p>Le differenze però, non sono solo queste. Per una corretta preparazione del decotto si utilizzano le parti dure della pianta medicinale ossia <strong>radici e corteccia</strong> mentre per le tisane sono indicate le <strong>foglie ed i fiori.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-224" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione-tisane-300x198.jpg" alt="Tisana" width="300" height="198" title="Alimentazione Cosa Sono le Tisane" /></p>
<h2>Il modo giusto di preparare una tisana.</h2>
<p>Anche le erbe vanno dosate con sapienza e mai autonomamente. L&#8217;aiuto di un erborista di fiducia aiuta a capire quali sono gli elementi esatti per un determinato tipo di patologia e la quantità da utilizzare. Per preparare correttamente una tisana, basterà far riposare in acqua tiepida e per non pù di 5 minuti, la giusta quantità di erbe officinali indicate dall&#8217;erborista.</p>
<p>Ogni erba medicinale verrà utilizzata a seconda della finalità curativa. Esiste un&#8217;infinita varietà di tisane infatti, ci sono quelle <strong>digestive, drenanti, disintossicanti, dimagranti, depurative, calmanti, diuretiche, antinfiammatorie, espettoranti</strong> e quant&#8217;altro.</p>
<h2>Qual&#8217;è il momento migliore per assumere la tisana.</h2>
<p>Ogni tisana va assunta in base al disturbo da curare. Le tisane <strong>depurative o diuretiche</strong>, vanno bevute preferibilmente al mattino prima di fare <strong>colazione</strong>. Le proprietà delle erbe curative agiranno tramite la diuresi che verrà favorita infatti, il loro effetto drenante è assicurato. Le tisane lassative vanno prese la sera prima di coricarsi in modo che l&#8217;intestino possa beneficiare delle proprietà delle <strong>erbe</strong>, durante le ore notturne. La stessa regola vale per le tisane calmanti che servono a favorire il sonno e a rilassarsi.</p>
<p>Tuttavia, le tisane rilassanti possono essere assunte anche durante il giorno per placare particolari stati d&#8217;agitazione o sensazioni di panico. Se si soffre di acidità di stomaco, le tisane vanno assunte appena prima dei pasti principali mentre, per problemi digestivi o di gonfiore addominale, la tisana va bevuta subito dopo i pasti. Le tisane sono <strong>prodotti naturali di derivazione vegetale</strong> e stanno riscuotendo un costante successo. Lo stesso Ministero della Salute annovera le tisane e gli integratori tra i prodotti sicuri per le fasce più vulnerabili ossia donne in gravidanza o che allattano, anziani e bambini.</p>
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		<title>Dieta a zona: come calcolare il fabbisogno proteico quotidiano</title>
		<link>http://www.alimentazione.it/dieta-a-zona-come-calcolare-il-fabbisogno-proteico-quotidiano/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 16:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diete Dimagranti]]></category>
		<category><![CDATA[Dieta a zona]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sfruttare una buona dieta per perdere peso rappresenta il giusto modo di comportarsi, ma bisogna fare parecchia attenzione: questo per il semplice fatto che tornare in forma non deve essere sinonimo di scarso nutrimento, problema che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.alimentazione.it/dieta-a-zona-come-calcolare-il-fabbisogno-proteico-quotidiano/">Dieta a zona: come calcolare il fabbisogno proteico quotidiano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.alimentazione.it">Alimentazione.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sfruttare una buona<strong> dieta</strong> per perdere peso rappresenta il giusto modo di comportarsi, ma bisogna fare parecchia attenzione: questo per il semplice fatto che tornare in forma non deve essere sinonimo di scarso nutrimento, problema che spesso vede protagonisti coloro che vogliono avere un corpo perfetto.<br />
Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fabbisogno_proteico" target="_blank"><strong>fabbisogno proteico</strong></a> infatti risulta essere fondamentale: se questo dovesse venire a mancare, una persona potrebbe sentirsi male durante l&#8217;arco della giornata, ed andare incontro a delle situazioni che risultano essere tutt&#8217;altro che piacevoli.</p>
<p>Una buona dieta dunque è quella composta da diversi elementi, che permettono ad una persona di soddisfare il proprio fabbisogno, e che allo stesso tempo aiutino il proprio corpo a tornare in forma.<br />
Ma come si calcola il <strong>fabbisogno proteico</strong> quotidiano, e dunque si possa trovare il giusto equilibrio per creare una dieta che raggiunge la perfezione? Come primo passaggio è necessario conoscere sia il proprio peso che la percentuale di massa grassa presente nel proprio corpo: in questo modo sarà possibile poter ricavare il coefficiente di massa magra, dato che risulta essere molto utile in questo particolare frangente.</p>
<p>Per conoscere la percentuale di massa grassa è possibile recarsi dal medico dietista che, grazie ad una visita, sarà in grado di indicare al paziente stesso il coefficiente di massa grassa del suo corpo. Una volta che si conosce questo indice, bisogna moltiplicarlo per il proprio peso, e successivamente dividere il tutto per cento: si otterrà dunque la quantità di massa grassa in chili, che sottratta dal proprio peso permetterà ad una persona di conoscere l&#8217;indice di massa magra.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-136" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione17-300x203.jpg" alt="alimentazione17" width="300" height="203" title="Alimentazione Dieta a zona: come calcolare il fabbisogno proteico quotidiano" /></p>
<p>Ad esempio, se una persona pesa sessanta chili, ed il suo indice di <strong>massa grassa</strong> è del dieci percento, il coefficiente numerico della suddetta massa sarà pari a sei chili, dato che 60&#215;10= 600/100= 6 chili.<br />
Dal peso poi bisogna rimuovere quei sei chili, e dunque si otterranno cinquantaquattro chili, ovvero la <strong>massa magra</strong>. A questo punto bisogna conoscere il proprio stile di vita, dato che ad ognuno di esso corrisponde un indice di moltiplicatore: chi è sedentario avrà un indice pari a uno, mentre chi si allena intensamente e tutti i giorni avrà un indice pari a due punti e mezzo.</p>
<p>Per scoprire qual è il fabbisogno giornaliero, bisogna semplicemente moltiplicare il proprio indice di massa magra per quello dello stile di vita, e si otterrà la quantità di <strong>proteine</strong> che devono essere ingerite quotidianamente. Quindi, chi ha una vita sedentaria dovrà assumere circa sessanta proteine al giorno, poiché 54X1,1= 59,4 che deve essere arrotondato per eccesso.</p>
<p>Invece, se lo stile di vita è attivo, le proteine saranno pari a 125 circa, visto che 54&#215;2.3= 124,2.<br />
Di conseguenza bisogna rimuovere una piccola parte per calcolare i <strong>carboidrati</strong>, e la metà per i <strong>grassi.</strong><br />
In questo modo si potrà soddisfare il proprio fabbisogno energetico giornaliero, e la dieta che si seguirà risulterà essere perfetta, e soprattutto priva di qualsiasi aspetto negativo. Pochi calcoli dunque saranno in grado di rendere la dieta meno pesante, e soprattutto ricca degli elementi utili per avere energia nel proprio corpo.</p>
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		<title>Ovaio policistico: cos&#8217;è?</title>
		<link>http://www.alimentazione.it/ovaio-policistico-cose/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 12:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Ovaio Policistico]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La sindrome dell&#8217;ovaio policistico (PCOS) è un malattia abbastanza frequente e rappresenta la prima causa di infertilità femminile. E&#8217; caratterizzata da un corredo sintomatologico specifico e da particolari lesioni dell&#8217;ovaio. Le cause della patologia non sono state&#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La sindrome dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_dell%27ovaio_policistico" target="_blank"><strong>ovaio policistico</strong></a> (PCOS) è un malattia abbastanza frequente e rappresenta la prima causa di infertilità femminile. E&#8217; caratterizzata da un corredo sintomatologico specifico e da particolari lesioni dell&#8217;ovaio. Le cause della patologia non sono state totalmente chiarite, ma gli esperti sottolineano che la familiarità sembra avere un ruolo predominante: donne affette hanno spesso parenti di primo grado con sindrome dell&#8217;ovaio policistico o comunque con disturbi della fertilità non meglio specificati. Anche i livelli ormonali hanno un ruolo decisivo: l&#8217;ovaio è una vera e propria ghiandola e fisiologicamente produce ormoni sessuali maschili e femminili tra cui <strong>androgeni</strong>, <strong>estrogeni</strong> e <strong>progesterone</strong>.</p>
<p>Le pazienti affette da PCOS hanno livelli di androgeni più elevati della norma, mentre i valori di estrogeno ed estradiolo sono mediamente bassi; non è chiaro dove vengano prodotti gli androgeni in eccesso, ma è possibile che coesista un aumento di funzione di un particolare tipo di cellule dell&#8217;ovaio dette &#8220;cellule della teca&#8221;. Secondo altre opinioni invece gli androgeni in eccesso sarebbero prodotti dal surrene. Molte pazienti sono obese e diabetiche: per questo motivo esiste l&#8217;ipotesi che anche un eccesso di <strong>acidi grassi</strong> e <strong>glicemia</strong> non controllata possano influenzare l&#8217;insorgenza della patologia.</p>
<p>I sintomi principali si manifestano a partire dalla pubertà nella sfera endocrinologica e ginecologia. Le donne manifestano irregolarità mestruale: i cicli si distanziano sempre più uno dall&#8217;altro fino ad arrivare ad una totale assenza di mestruazioni (amenorrea). L&#8217;ecceso di androgeni invece causa una progressiva virilizzazione: man mano si determina un <strong>ingrossamento dei muscoli</strong>, <strong>la cute diventa grassa</strong>, <strong>seborroica</strong> e crescono <strong>peli neri</strong> e robusti in zone non tipicamente femminili (mento, zona mascellare, addome); al contrario i capelli possono diventare più rarefatti fino ad arrivare ad una vera alopecia con stempiatura temporale tipicamente maschile.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-126" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione07-300x203.jpg" alt="alimentazione07" width="300" height="203" title="Alimentazione Ovaio policistico: cosè?" /></p>
<p>Sul versante endocrinologico prevale l&#8217;aumento della <strong>glicemia</strong> con <strong>diabete mellito</strong>, degli<strong> acidi grassi</strong> e del <strong>colesterolo cattivo</strong>. La sindrome si presenta comunque molto diversificata per presenza e intensità di sintomi. La diagnosi si basa sulla ricerca di segni principali, sui dati degli esami del sangue con attenzione ai livelli di ormoni e sull&#8217;esecuzione di ecografie mirate ad analizzare la conformazione delle ovaie; queste ultime sono quasi sempre aumentate in dimensioni, ma con profilo irregolare e presentano piccole cisti nella zona superficiale (da qui il nome ovaio policistico).</p>
<p>L&#8217;approccio terapeutico è diversificato a seconda della gravità del quadro. Solitamente si consiglia alle pazienti di perdere peso riducendo l&#8217;apporto calorico ed aumentando il movimento: in questo modo si migliora il profilo di glicemia e colesterolo. Per quanto riguarda i sintomi da eccesso di androgeni sono utilizzati <strong>farmaci con azione inibente l&#8217;effetto degli ormoni:</strong> esistono formulazioni ad uso topico per le manifestazioni cutanee e compresse per i sintomi sistemici.</p>
<p>Più complicata è la risoluzione dell&#8217;infertilità e la regolarizzazione dei cicli mestruali: solitamente si somministrano estro-progestinici finchè la donna non manifesta il desiderio di una gravidanza; alle pazienti che desiderano un figlio invece si suggerisce di rivolgersi ad un medico specialista per iniziare eventualmente un percorso di gravidanza medicalmente assistita.</p>
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