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	<title>Alimentazione.it &#187; Diete Dimagranti</title>
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	<description>Il portale della nutrizione</description>
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		<title>Modificazioni metaboliche indotte dalle diete low carb</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 00:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diete Dimagranti]]></category>
		<category><![CDATA[Low Carb]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le diete &#8220;low carb&#8221; sono ormai da dieci anni sotto i riflettori come oggetto di discussione fra chi le esalta e chi le critica, preferendo la dieta mediterranea. Il dibattito non riguarda soltanto l&#8217;effettiva efficacia dimagrante&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dieta_dimagrante" target="_blank"><strong>diete &#8220;low carb&#8221;</strong></a> sono ormai da dieci anni sotto i riflettori come oggetto di discussione fra chi le esalta e chi le critica, preferendo la dieta mediterranea. Il dibattito non riguarda soltanto l&#8217;effettiva efficacia dimagrante di questo tipo di diete, ma anche le conseguenze che potrebbero comportare a livello di <strong>salute</strong>. La peculiarità di una dieta low carb è quella di prevedere meno di 100 grammi di <strong>carboidrati</strong> giornalieri, con una ripartizione fra i diversi macronutrienti con il 60% di lipidi, 30% di proteine e il 10% di carboidrati. Tra le diete low carb più famose ricordiamo la Scarsdale, la Atkins, la South Beach e la Metabolica.</p>
<p>Una dieta di questo tipo però comporta anche importanti modificazioni metaboliche. Quando, all&#8217;interno di una dieta, l&#8217;apporto di carboidrati viene ridotto in maniera drastica, nelle prime 48 ore si assiste ad un incremento dell&#8217;ossidazione del <strong>glucosio</strong> nel fegato (glicogeno) e dei trigliceridi. Col passare del tempo, a causa dei modesti quantitativi di glicogeno muscolare (dai 300 ai 500 g) ed epatico (100 g), la maggior parte dei tessuti si adattano ad utilizzare per lo più acidi grassi, risparmiando così glucosio.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo viene riservato principalmente al cervello e a quei tessuti anaerobici, che per &#8220;sopravvivere&#8221; necessitano di glucosio e non sono capaci di usare gli <strong>acidi grassi</strong> per ottenere energia: è questo il caso dei globuli rossi. In tali condizioni la domanda cerebrale di glucosio è di circa 4 grammi all&#8217;ora, mentre quella dei tessuti anaerobici circa 1,5 grammi all&#8217;ora. Considerato che il fegato non è più capace di ricavare dal processo di glicogenolisi più di 3 grammi di glucosio ogni ora, è costretto ad attivare la gluconeogenesi, alternativa metabolica &#8220;di emergenza&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-139" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione20-300x203.jpg" alt="Diete Dimagranti Low Carb" width="300" height="203" title="Alimentazione Modificazioni metaboliche indotte dalle diete low carb" /></p>
<p>Questo processo comporta la produzione di glucosio derivato dagli aminoacidi contenuti nelle <strong>proteine</strong> dei muscoli. Ciò significa che minore sarà l&#8217;apporto di carboidrati nella dieta, maggiore sarà il ricorso alla gluconeogenesi, che comporta però un notevole calo di massa muscolare. In tali frangenti aumenta anche la sintesi riguardante i corpi chetonici: gli acidi grassi per primi non possono ossidarsi in maniera completa a causa dello scarso quantitativo di ossigeno e del ciclo di Krebs rallentato. Così, i corpi chetonici vengono ossidati principalmente a livello muscolare e cardiaco.</p>
<p>Quando il tasso di glucosio introdotto attraverso l&#8217;<strong>alimentazione</strong> non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno cerebrale, persino il cervello si adatta a tale situazione utilizzando i corpi chetonici per trarne energia. Queste sostanze però hanno l&#8217;effetto collaterale di acidificare il sangue fino a portare, in casi estremi, al coma e alla morte. È importante perciò che una <strong>dieta low carb</strong> preveda più di 75 g di carboidrati giornalieri di modo che la sintesi dei corpi chetonici sia ridotta ed il deficit di glucosio venga sopperito principalmente dalla gluconeogenesi.</p>
<p>Le diete low carb però riscuotono grande successo e sembrano efficaci poiché garantiscono una rapida perdita di peso, dovuta soprattutto alla scelta limitata fra <strong>alimenti</strong> e ad un incremento di <strong>proteine</strong> che hanno la peculiarità di ridurre il senso di fame, con un effetto anoressizzante superiore rispetto a carboidrati e lipidi. A queste modificazioni metaboliche è anche associata tutta una serie di effetti collaterali secondari come stitichezza, mal di testa, disidratazione, carenze vitaminiche, ipoglicemia ed aumento dell&#8217;acido urico nel sangue.</p>
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		<title>Cellulite:  cause è rimedi</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2015 19:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diete Dimagranti]]></category>
		<category><![CDATA[Cellulite]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La cellulite, a differenza di come si è sempre creduto, non è un semplice grasso in eccesso, ma bensì la conseguenza di una degenerazione che coinvolge il pannicolo adiposo sottocutaneo, la circolazione venosa e linfatica ed&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cellulite" target="_blank"><strong>cellulite</strong></a>, a differenza di come si è sempre creduto, non è un semplice grasso in eccesso, ma bensì la conseguenza di una degenerazione che coinvolge il pannicolo adiposo sottocutaneo, la circolazione venosa e linfatica ed il tessuto connettivo di sostegno denominato ipoderma. Con il passare del tempo questa alterazione conduce alla formazione dei tanto odiati cuscinetti e di zone del corpo rovinata dalla cosiddetta buccia d&#8217;arancia. La cellulite, pertanto può essere considerata una malattia, in particolare nei suoi stadi avanzati.</p>
<p>Questo disturbo si manifesta, a livello della <strong>superficie cutanea</strong>, con pelle a buccia d&#8217;arancia, depressioni ed elevazioni cutanee. Negli stadi avanzati possono presentarsi edemi o gonfiori, micro e macronoduli ed un&#8217;alterazione sia del tessuto connettivo che adiposo. Non deve essere confusa con l&#8217;adiposità localizzata che è associata a cause ereditarie e alla struttura scheletrica. L&#8217;adiposità non origina la pelle a buccia d&#8217;arancia e tanto meno comporta modificazioni del tessuto connettivo. Tuttavia la cellulite e l&#8217;adiposità possono coesistere ed aggravarsi se sussiste anche del sovrappeso. Esistono diversi tipi di cellulite ovvero quella <strong>compatta</strong>, quella <strong>flaccida</strong> e quella <strong>edematosa</strong>.</p>
<p>La <strong>cellulite compatta</strong> affligge sia le persone in sovrappeso che quelle magre. <span style="line-height: 1.5;">E&#8217; formata da<strong> masse dure</strong>, con scarsa mobilità, la pelle risulta ispessita e ruvida. Risulta dolorosa alla palpazione e presenta noduli piccoli o grandi. Le sue sedi preferite sono le ginocchia, la parte posteriore delle cosce e le natiche. La <strong>cellulite flaccida</strong> o molle si forma, soprattutto, sotto la cintura, con <strong>rigonfiamenti ondeggianti</strong> con i movimenti del corpo e modificabili nell&#8217;aspetto con i cambiamenti di posizione. Sono palpabili noduli più o meno piccoli nello strato sottocutaneo e, spesso, sono presenti anche microvarici. Si localizza per lo più all&#8217;interno sia delle cosce che delle braccia. La<strong> cellulite edematosa</strong> rappresenta un mutamento della cellulite flaccida con il <strong>ristagno di liquidi all&#8217;interno dell&#8217;adipe grasso</strong>, gonfiore alle gambe e senso di pesantezza e tensione.Colpisce prevalentemente la gambe</span></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-133" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione14-300x203.jpg" alt="alimentazione14" width="300" height="203" title="Alimentazione Cellulite:  cause è rimedi" /></p>
<p>Le cause fondamentali che predispongono alla cellulite sono i fattori genetici, la razza, l&#8217;appartenenza al sesso femminile, alcuni stadi della vita come la <strong>pubertà</strong>, la <strong>gravidanza</strong> e la <strong>menopausa</strong>, gli<strong> squilibri ormonali</strong>, l&#8217;<strong>alterazione dei ritmi biologici</strong>, la <strong>sedentarietà</strong>, lo <strong>stress</strong>, gli <strong>stati ansiosi cronici </strong>e <strong>l&#8217;insonnia</strong>, l&#8217;eccessiva <strong>fatica</strong> sia <strong>fisica</strong> che <strong>psicologica,</strong> la <strong>stitichezza</strong> e gli aumenti repentini di peso o i rapidi dimagrimenti. Ci sono poi fattori determinanti quali malattie delle vene e dei vasi linfatici, l&#8217;utilizzo di scarpe inadatte e di un vestiario troppo stretto, un&#8217;alimentazione scorretta o sbilanciata, disturbi a carico dell&#8217;apparato digerente, intossicazioni croniche ed alterazioni della colonna vertebrale e quindi della postura.</p>
<p>Per intervenire contro la cellulite , si dovrà agire in modo costante e continuativo, contro i fattori la scatenano. Si dovrà agire sul <strong>regime alimentare</strong>, eseguire un&#8217;attività fisica con costanza e regolarità, tenere sotto controllo il livello di stress ed adottare una corretta igiene di vita. Per quanto concerne <strong>l&#8217;alimentazione</strong>, sarà necessario seguire una corretta dieta anticellulite finalizzata a disintossicare, ad equilibrare, a proteggere il fegato ed a regolare le funzioni intestinali. Dovrà essere una dieta bilanciata sia qualitativamente che quantitativamente, ipocalorica, ricca di <strong>frutta</strong> e <strong>verdura</strong> fresca di stagione, con un buon rapporto di <strong>carboidrati</strong> e di acqua, povera di sale, di <strong>grassi</strong>, di <strong>cibi piccanti</strong> ed irritanti,di<strong> bevande stimolanti</strong> e garantire una giusta misura di proteine preferibilmente di origine vegetali. Ginnastica, movimento ed esercizi fisici dovranno fare parte integrante della lotta contro la cellulite.</p>
<p>Questo perché il movimento brucia calorie e quindi i depositi di grasso in eccesso, perché stimola la circolazione, l&#8217;ossigenazione e la depurazione dei tessuti. Senza dimenticare che rafforza il tono muscolare, contrasta l&#8217;indurimento del grasso ed riduce l&#8217;accumulo di liquidi nei tessuti. Si possono utilizzare, come rimedi contro questo fastidio , numerosi trattamenti da valutare con l&#8217;aiuto di un esperto. Tra questi la mesoterapia, la ionoforesi, la pressoterapia, gli ultrasuoni, l&#8217;ossigeno-ozono-terapia, la laser terapia, la massoterapia, l&#8217;elettrolipolisi, la lipoaspirazioneinestetismo, la liposcultura e le specifiche creme anticellulite.</p>
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		<title>Dieta a zona: come calcolare il fabbisogno proteico quotidiano</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 16:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diete Dimagranti]]></category>
		<category><![CDATA[Dieta a zona]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sfruttare una buona dieta per perdere peso rappresenta il giusto modo di comportarsi, ma bisogna fare parecchia attenzione: questo per il semplice fatto che tornare in forma non deve essere sinonimo di scarso nutrimento, problema che&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sfruttare una buona<strong> dieta</strong> per perdere peso rappresenta il giusto modo di comportarsi, ma bisogna fare parecchia attenzione: questo per il semplice fatto che tornare in forma non deve essere sinonimo di scarso nutrimento, problema che spesso vede protagonisti coloro che vogliono avere un corpo perfetto.<br />
Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fabbisogno_proteico" target="_blank"><strong>fabbisogno proteico</strong></a> infatti risulta essere fondamentale: se questo dovesse venire a mancare, una persona potrebbe sentirsi male durante l&#8217;arco della giornata, ed andare incontro a delle situazioni che risultano essere tutt&#8217;altro che piacevoli.</p>
<p>Una buona dieta dunque è quella composta da diversi elementi, che permettono ad una persona di soddisfare il proprio fabbisogno, e che allo stesso tempo aiutino il proprio corpo a tornare in forma.<br />
Ma come si calcola il <strong>fabbisogno proteico</strong> quotidiano, e dunque si possa trovare il giusto equilibrio per creare una dieta che raggiunge la perfezione? Come primo passaggio è necessario conoscere sia il proprio peso che la percentuale di massa grassa presente nel proprio corpo: in questo modo sarà possibile poter ricavare il coefficiente di massa magra, dato che risulta essere molto utile in questo particolare frangente.</p>
<p>Per conoscere la percentuale di massa grassa è possibile recarsi dal medico dietista che, grazie ad una visita, sarà in grado di indicare al paziente stesso il coefficiente di massa grassa del suo corpo. Una volta che si conosce questo indice, bisogna moltiplicarlo per il proprio peso, e successivamente dividere il tutto per cento: si otterrà dunque la quantità di massa grassa in chili, che sottratta dal proprio peso permetterà ad una persona di conoscere l&#8217;indice di massa magra.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-136" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione17-300x203.jpg" alt="alimentazione17" width="300" height="203" title="Alimentazione Dieta a zona: come calcolare il fabbisogno proteico quotidiano" /></p>
<p>Ad esempio, se una persona pesa sessanta chili, ed il suo indice di <strong>massa grassa</strong> è del dieci percento, il coefficiente numerico della suddetta massa sarà pari a sei chili, dato che 60&#215;10= 600/100= 6 chili.<br />
Dal peso poi bisogna rimuovere quei sei chili, e dunque si otterranno cinquantaquattro chili, ovvero la <strong>massa magra</strong>. A questo punto bisogna conoscere il proprio stile di vita, dato che ad ognuno di esso corrisponde un indice di moltiplicatore: chi è sedentario avrà un indice pari a uno, mentre chi si allena intensamente e tutti i giorni avrà un indice pari a due punti e mezzo.</p>
<p>Per scoprire qual è il fabbisogno giornaliero, bisogna semplicemente moltiplicare il proprio indice di massa magra per quello dello stile di vita, e si otterrà la quantità di <strong>proteine</strong> che devono essere ingerite quotidianamente. Quindi, chi ha una vita sedentaria dovrà assumere circa sessanta proteine al giorno, poiché 54X1,1= 59,4 che deve essere arrotondato per eccesso.</p>
<p>Invece, se lo stile di vita è attivo, le proteine saranno pari a 125 circa, visto che 54&#215;2.3= 124,2.<br />
Di conseguenza bisogna rimuovere una piccola parte per calcolare i <strong>carboidrati</strong>, e la metà per i <strong>grassi.</strong><br />
In questo modo si potrà soddisfare il proprio fabbisogno energetico giornaliero, e la dieta che si seguirà risulterà essere perfetta, e soprattutto priva di qualsiasi aspetto negativo. Pochi calcoli dunque saranno in grado di rendere la dieta meno pesante, e soprattutto ricca degli elementi utili per avere energia nel proprio corpo.</p>
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		<title>Gli integratori anoressizzanti che spengono la fame eccessiva</title>
		<link>http://www.alimentazione.it/gli-integratori-anoressizzanti-che-spengono-la-fame-eccessiva/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 21:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diete Dimagranti]]></category>
		<category><![CDATA[Anoressizzanti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Gli integratori anoressizzanti nelle diete alimentari. Spesso quando si intraprende un regime alimentare ipocalorico, la fame nervosa turba la vita delle persone che hanno deciso di perdere peso. Questo sintomo è dovuto all&#8217;ansia e a fattori psicologici.&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Gli integratori anoressizzanti nelle diete alimentari.</h2>
<p>Spesso quando si intraprende un regime alimentare ipocalorico, la fame nervosa turba la vita delle persone che hanno deciso di perdere peso. Questo sintomo è dovuto all&#8217;ansia e a fattori psicologici.<br />
<a href="http://www.my-personaltrainer.it/salute/anoressizzanti.html" target="_blank"><strong>I farmaci anoressizzanti</strong></a> rientrano nella categoria di quei medicinali annoverati tra le misure terapeutiche.</p>
<p>La medicina convenzionale ha utilizzato in passato farmaci da banco ossia, che si potevano acquistare senza la prescrizione medica. Tali medicinali presentavano degli effetti collaterali anche piuttosto gravi infatti, alteravano il sistema cardiovascolare. Gli anoressizzanti furono preventivamente eliminati dal mercato e sono stati brillantemente sostituiti dagli <strong>integratori anoressizzanti</strong> realizzati con l&#8217;aiuto della<strong> fitoterapia. </strong></p>
<p>Questo innovativo tipo di integratori hanno proprietà fondamentali che permettono alle <strong>erbe</strong> in essi contenute, di agire a livello <strong>metabolico</strong>. Gli integratori non solo sono soppressori della fame e regalano un senso di sazietà ma riducono l&#8217;assorbimento di<strong> zuccheri e grassi.</strong></p>
<h2>Anoressizzanti naturali, i migliori alleati in una dieta ipocalorica.</h2>
<p>Il miglior modo di utilizzare gli anoressizzanti alimentari è quello di seguire una <strong>dieta ipocalorica</strong> equilibrata <strong>sfruttando le fibre contenute in molte sostanza vegetali</strong>. Gli integratori anoressizzanti vanno assunti prima dei pasti con abbondante acqua oligominerale. Il loro effetto è quasi immediato infatti, consentono un parziale riempimento gastrico.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-231" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione-integratori-anoressizzanti-300x200.jpg" alt="Integratori anoressizzanti" width="300" height="200" title="Alimentazione Gli integratori anoressizzanti che spengono la fame eccessiva" /></p>
<p>Molti di questi integratori hanno un&#8217;azione multifunzionale perché apportano numerosi altri effetti benefici all&#8217;organismo. Gli integratori anoressizzanti a base del famoso <strong>tè verde</strong> sono ricchi di &#8216;polifenoli&#8217; e quindi altamente antiossidanti a livello intestinale. Grazie alla piccola quantità di <strong>caffeina</strong> che contengono donano un effetto tonificante.</p>
<p>Gli integratori a base di <strong>piante medicinali</strong> come la &#8216;Griffonia&#8217; modulano il senso di fame ma agiscono anche sul tono dell&#8217;umore migliorandolo notevolmente. Il <strong>Lampone</strong> invece è un anti-fame naturale che depura l&#8217;organismo in modo eccellente e lo libera da tossine e scorie dannose.</p>
<h2>Integratori alimentari sotto forma di tisane.</h2>
<p>Non solo pillole, tavolette e bustine solubili ma anche le delicate tisane sono indicate come integratori anoressizzanti. Alcune tisane sono decisamente anti-fame e riescono ad allontanare da quegli spuntini fuori orario spesso, troppo calorici e ricchi di grassi. Le tisane anoressizzanti vanno acquistate online su siti di comprovata serietà oppure da un <strong>erborista</strong> di fiducia poiché anche le erbe vanno assunte nella giusta dose.</p>
<p>Tra le tante <strong>tisane</strong> che agiscono come anti-fame troviamo quelle a base di <strong>baccello di fagiolo.</strong><br />
Il baccello opportunamente essiccato e ridotto in polvere, contiene una sostanza che &#8216;comunica&#8217; al cervello il senso di sazietà. Per chi soffre della fastidiosa fame nervosa è utile la tisana d&#8217;arancio ampiamente conosciuta nella medicina naturale cinese. Questa tisana è in grado di rilassare perché ha un buon potere sedativo.</p>
<p>Il tè verde è una delle tisane anoressizzanti più note ma anche essendo efficace non bisogna esagerare perché crea stati d&#8217;eccitazione se non assunta nelle giuste dosi. Per calmare l&#8217;appetito nervoso è utilissima la tisana di Cardamomo da assumere un&#8217;ora prima dei pasti principali.</p>
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		<title>Trucchi e rimedi per accelerare il metabolismo</title>
		<link>http://www.alimentazione.it/trucchi-e-rimedi-per-accelerare-il-metabolismo/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2015 18:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diete Dimagranti]]></category>
		<category><![CDATA[Aumentare il metabolismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il metabolismo rallentato è uno degli acerrimi nemici delle donne ed un autentico spauracchio per la linea. Quello che non tutte sanno però è che esistono diversi rimedi e trucchetti per accelerarlo, stimolando l&#8217;organismo e inducendolo a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.alimentazione.it/trucchi-e-rimedi-per-accelerare-il-metabolismo/">Trucchi e rimedi per accelerare il metabolismo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.alimentazione.it">Alimentazione.it</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Metabolismo" target="_blank">metabolismo</a> </strong>rallentato è uno degli acerrimi nemici delle donne ed un autentico spauracchio per la linea. Quello che non tutte sanno però è che esistono diversi rimedi e trucchetti per accelerarlo, stimolando l&#8217;organismo e inducendolo a consumare più energia e calorie. Vediamo insieme di che si tratta, e quali <strong>bevande</strong> e <strong>cibi</strong> si possono assumere per dare una smossa al metabolismo e perdere così peso.</p>
<p>Occorre sapere anzitutto che è di fondamentale importanza non appesantire in modo eccessivo il metabolismo attraverso un&#8217;<strong>alimentazione</strong> scorretta, e dunque è meglio evitare <strong>zuccheri raffinati</strong>, <strong>grassi</strong>, <strong>cibi pronti</strong>, <strong>snack e bibite gasate</strong>. Inoltre è consigliabile evitare lo stress, poiché aumenta la produzione di cortisolo, ormone che contribuisce all&#8217;aumento ponderale. Fra i rimedi naturali consigliati generalmente per un rapido dimagrimento vi è il <strong>caffè nero</strong>: due tazzine al giorno, non zuccherate, sono capaci di aumentare la frequenza cardiaca ed accelerare di conseguenza i processi vitali ed il dispendio energetico. Persino l&#8217;acqua fredda è un ottimo alleato per bruciare <strong>calorie</strong>: l&#8217;organismo, infatti, per riportarla a temperatura ambiente, è costretto a consumare una notevole quantità di calorie.</p>
<p>Passando invece alla <strong>frutta</strong>, quale rimedio più efficace e goloso dell&#8217;ananas? L&#8217;enzima in esso contenuto, la bromelina, è un antinfiammatorio naturale che permette di digerire meglio le <strong>proteine</strong>, favorendo così il metabolismo, oltre ad avere un notevole effetto diuretico, che aiuta ad eliminare le tossine. Anche gli Omega 3 sono preziosi in quanto riducono i livelli di leptina, ormone che rallenta il metabolismo, quindi è consigliabile aggiungerli alla propria <strong>alimentazione</strong>, consumando <strong>semi</strong> ed <strong>olio di lino</strong>, <strong>semi di girasole e di zucca</strong>,<strong> anacardi</strong> e <strong>noci</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-135" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione16-300x203.jpg" alt="Diete a zona Diete Dimagranti" width="300" height="203" title="Alimentazione Trucchi e rimedi per accelerare il metabolismo" /></p>
<p>Altro rimedio consigliatissimo per dare una svegliata al metabolismo è il <strong>tè verde</strong>: un consumo regolare contribuisce a stimolare l&#8217;organismo per produrre energia e bruciare più rapidamente i <strong>grassi</strong>. Anche alcune <strong>spezie</strong>, come ad esempio il <strong>peperoncino</strong>, svolgono un&#8217;azione potenziante sulla circolazione del sangue e sul nostro metabolismo. Assumere peperoncini piccanti contribuirebbe ad aumentare la spinta metabolica del 25%, per un lasso di tempo che può arrivare sino a tre ore, oltre a ridurre il senso di fame.<br />
Passando invece a parlare di trucchi particolari, anche le essenze di <strong>menta</strong> e <strong>limone</strong> possono contribuire al risveglio del metabolismo: il loro profumo stimolerebbe l&#8217;organismo, donandogli energia e lasciando un piacevole sensazione di freschezza.</p>
<p>Anche i risciacqui in acqua fredda sono una vera e propria sferzata di energia per il corpo: lo sbalzo termico infatti fa accelerare il battito del cuore, bruciando maggiori quantità di <strong>calorie</strong>. Il trucco sicuramente più bello e divertente è la risata: ridere infatti fa sforzare i muscoli e brucia calorie! Per di più, se si ride tanto, il tasso di ormoni dello stress, nemici del metabolismo, si riduce notevolmente.<br />
È importante sapere, infine, che persino le diete possono contribuire a far rallentare il metabolismo, specie se l&#8217;apporto calorico complessivo è sbilanciato e troppo basso rispetto al necessario. In casi come questi infatti il metabolismo tende naturalmente a rallentare per garantire &#8220;la sopravvivenza&#8221; all&#8217;organismo, impedendoci così di consumare troppe calorie e facendo scorta di nutrienti preziosi.</p>
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		<title>Quali sono i vantaggi della dieta a zona</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 15:44:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Diete Dimagranti]]></category>
		<category><![CDATA[Dieta a zona]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://http://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-zona.html" target="_blank">dieta a zona</a> è stata messa a punto nei primi anni &#8217;90 dal biochimico americano Barry Sears ed<strong> è una delle più note ed efficaci diete dimagranti.</strong> Nata come regime alimentare con scopi salutistici e terapeutici, offre inoltre il grande vantaggio di favorire il dimagrimento incrementando l&#8217;efficienza fisica. Anche per quest&#8217;ultimo motivo è stata ed è ancora utilizzata, con successo, da atleti agonisti di varie discipline sportive.<strong> Il termine zona indica una sorta di spazio, di condizione in cui poter esprimere il massimo delle prestazioni del corpo e della mente.</strong> La dieta a zona, quindi, porta ad uno stato di benessere totale abbinato al migliore aspetto fisico possibile, con ridotta percentuale di grasso sotto la pelle e maggiore massa magra.</p>
<p><strong>Vediamo quindi come ottenere validi risultati e quali sono tutti i vantaggi della dieta a zona.</strong> Per il corpo i carboidrati sono nutrienti fondamentali per ottenere energia. L&#8217;eccesso di carboidrati porta ad ingrassare o, nella migliore delle ipotesi, a non dimagrire affatto. Il corpo ne conserva solo modeste quantità nei muscoli e nel fegato. Il nostro corpo produce l&#8217;ormone insulina in risposta all&#8217;assunzione di carboidrati i quali si accumulano sotto la pelle come adipe. Occorre quindi limitare i carboidrati, sia sotto forma di amidi che di zuccheri, soprattutto quelli ad alto indice glicemico, cioè veloci da digerire.</p>
<p>I cibi proteici innalzano l&#8217;insulina in modo limitato e sono quindi favorevoli ai fini del dimagrimento. Se i carboidrati tendono dopo un po&#8217; ad abbassare la glicemia, a causa dell&#8217;insulina, e a ridurre l&#8217;energia, le proteine inducono la secrezione dell&#8217;ormone glucagone. Esso innalza nel modo corretto la glicemia e dona energia ed efficienza.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-135" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione16-300x203.jpg" alt="esempio di dieta a zona" width="300" height="203" title="Alimentazione Quali sono i vantaggi della dieta a zona" /></p>
<p>I grassi sono fonte di energia e di per sé non fanno ingrassare facilmente, sempre se non c&#8217;è un eccesso di carboidrati. Bisogna però evitare quelli animali (tranne il pesce) e preferire quelli vegetali. La dieta a zona prevede che in ogni pasto ci sia una determinata e precisa proporzione tra le calorie fornite dai tre macronutrienti. Il 40% deve derivare dai carboidrati, il 30% dalle proteine ed il rimanente 30% dai grassi. In questo modo ci assicuriamo l&#8217;equilibrio ormonale ideale per dimagrire, avere maggiore energia e più massa magra.</p>
<p><strong>Gli alimenti migliori nella dieta a zona sono, per quanto riguarda i carboidrati, la frutta, la verdura e l&#8217;avena. I cibi proteici da preferire sono il pollame, il pesce ed il bianco d&#8217;uovo.</strong> I grassi migliori sono rappresentati dagli oli vegetali e dalla frutta secca a guscio.<br />
Le regole generali per ottenere i maggiori vantaggi dalla dieta a zona comprendono innanzitutto il consumare almeno 4 pasti al giorno, meglio 5 o 6, non abbondanti (massimo 500 calorie). Non bisogna far passare più di 4-5 ore tra i pasti. Così si potrà avere un dimagrimento notevole senza indebolirsi ma anzi aumentando forza e resistenza e potenziando il sistema immunitario.<strong> Inoltre avremo un miglioramento di condizioni patologiche, o a rischio, come colesterolo alto, ipertensione, diabete, aterosclerosi e tutta una serie di disturbi legati a processi infiammatori che l&#8217;efficacissima dieta a zona riduce notevolmente, grazie all&#8217;equilibrio tra i nutrienti e, di conseguenza, tra vari ormoni prodotti dal nostro organismo.</strong></p>
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		<title>Quando una dieta per dimagrire diventa low carb?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 15:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diete Dimagranti]]></category>
		<category><![CDATA[Low Carb]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Le diete low carb sono quelle che hanno fatto del basso contenuto di carboidrati semplici la loro bandiera. Lanciate negli Stati Uniti nei primi anni Novanta, esse sono nate in risposta alle diete low fat, quelle&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le diete <a href="http://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-low-carb.html" target="_blank">low carb</a> sono quelle che hanno fatto del basso contenuto di carboidrati semplici la loro bandiera.</strong> Lanciate negli Stati Uniti nei primi anni Novanta, esse sono nate in risposta alle diete low fat, quelle povere di grassi, precedentemente elaborate per risolvere il problema dell&#8217;obesità nel continente americano, ma che non avevano dato i risultati sperati. Le diete low carb arrivarono ben presto anche nel nostro paese, da sempre saldamente ancorato ai saldi principi alimentari della dieta mediterranea, e ancora oggi, dopo circa un decennio, non sembra essere stata scritta la parola fine nell&#8217;acceso dibattito tra i sostenitori di quest&#8217;ultima e quelli che invece decantano i benefici del regime alimentare caratterizzato dalla scarsità di carboidrati semplici.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-139 size-medium" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione20-300x203.jpg" alt="Diete Dimagranti Low Carb" width="300" height="203" title="Alimentazione Quando una dieta per dimagrire diventa low carb?" /></p>
<p><strong>Ma quand&#8217;è che una dieta può essere definita low carb?</strong> In genere si è soliti far rietrare in questo gruppo tutte quelle diete che prevedono giornalmente una quantità di carboidrati inferiore ai cento grammi e che ripartiscono i macronutrienti da assumere nel corso della giornata indicativamente nel seguente modo: una percentuale inferiore al 30% per i carboidrati, una percentuale di lipidi compresa tra il 20% e il 30% e una percentuale di proteine che vada dal 50% al 60%. Nel corso degli anni ne sono state eleborate diverse: Scarsdale, Atkins e South Beach sono quelle più conosciute.</p>
<p>Ovviamente, la riduzione dei <strong>carboidrati</strong> nella dieta comporta alcune modificazioni nel metabolismo: ad esempio, infatti, la diminuzione del glucosio nel nostro organismo determina il meccanismo che porta i nostri tessuti ad &#8220;alimentarsi&#8221; prevalentemente di acidi grassi. Il glucosio assorbito viene destinato principalmente ai globuli rossi ed al cervello e, attraverso quel processo che viene chiamato gluconeogenesi, il fegato ovvia alla scarsità di glicogeno epatico attingendo alle scorte di glucosio prodotte per via metabolica servendosi degli aminoacidi presenti nelle <strong>proteine muscolari. </strong></p>
<p>A lungo andare, però, tale processo provoca non soltanto una diminuzione della massa muscolare ma anche l&#8217;intensificarsi della sintesi di corpi chetonici, <strong>sostanze simili agli zuccheri</strong> che il cervello utilizza per disporre dell&#8217;energia necessaria a svolgere le sue funzioni, ma che hanno l&#8217;effetto di acidificare il sangue, con effetti piuttosto negativi per la salute e la vita dell&#8217;individuo. Per questo motivo le diete low carb dovrebbero prevedere una quantità giornaliera di carboidrati pari o superiore ai 75 grammi: in questo modo il cervello non ha bisogno di procurarsi l&#8217;energia che gli serve attingendo ai corpi chetonici.</p>
<p>Le diete povere di carboidrati devono comunque il loro successo principalmente al fatto che <strong>sono in grado di assicurare velocemente una riduzione di peso</strong>, e questo grazie ad alcuni accorgimenti:</p>
<ul>
<li>la diminuzione dell&#8217;apporto calorico, essenzialmente dovuta alla sintesi di corpi chetonici e di una sostanza chiamata B-idrossibutirrato, che riduce notevolmente l&#8217;intensità dello stimolo della fame; anche la grande quantità di proteine prevista da questo tipo di diete agisce in tal senso;</li>
<li> la riduzione delle quantità di glicogeno e acqua presenti nell&#8217;organimo;</li>
<li>gli effetti causati dal catabolismo muscolare, che provoca il calo della massa muscolare per il fatto che quest&#8217;ultima viene utilizzata per produrre glucosio ed energia;</li>
<li>l&#8217;impoverimento delle riserve adispose, favorite dalla riduzione delle calorie e dai cambiamenti del metabolismo.</li>
</ul>
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