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	<title>Alimentazione.it &#187; Salute</title>
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		<title>Dieta e alimenti consigliati per abbassare il colesterolo</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 12:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Colesterolo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ultimamente, in tema di cibo e attenzione all&#8217;alimentazione, si sta verificando un movimento in controtendenza, che sta riportando le persone verso la conoscenza e la consapevolezza che ciò che introduciamo nel nostro corpo è inevitabilmente responsabile&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente, in tema di cibo e attenzione all&#8217;<strong>alimentazione</strong>, si sta verificando un movimento in controtendenza, che sta riportando le persone verso la conoscenza e la consapevolezza che ciò che introduciamo nel nostro corpo è inevitabilmente responsabile di disturbi e malattie.</p>
<p>Dunque un ritorno al cibo più sano,<strong> meno grassi</strong> e meno &#8220;cibo spazzatura&#8221;, complici anche i nuovi must della gastronomia Bio o Vegana. Uno dei nemici sempre in agguato, quando si tratta di cibo, è il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Colesterolo" target="_blank"><strong>colesterolo</strong></a>, un valore del sangue che misura i grassi accumulati nelle vene e nelle arterie, ed è indice di elevati rischi di presenze di patologie cardiovascolari. I valori normali si attestano intorno ai 200mg/dl. Esiste tuttavia una dieta che può controllare il colesterolo, tenendolo &#8220;a bada&#8221; entro la forbice prevista dalle linee guida del Ministero della Sanità.</p>
<p>In linea di massima si tratta di un <strong>regime alimentare</strong> che limita l&#8217;assunzione di <strong>zuccheri, grassi saturi, prodotti industriali, fritti, cereali raffinati(farina 00), bevande gasate e zuccherate e cibi da fast-food</strong>. Questa dieta limita al minimo anche il consumo di carni rosse, formaggi troppo grassi e stagionati e di insaccati non magri (mortadella, salami ecc).</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-130" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione11-300x203.jpg" alt="alimentazione11" width="300" height="203" title="Alimentazione Dieta e alimenti consigliati per abbassare il colesterolo" /></p>
<p>Il condimento principe di questa dieta è l&#8217;<strong>olio extravergine d&#8217;oliva</strong>, bandendo dalle proprie tavole maionesi, salse elaborate, panna ecc. Gli alimenti da prediligere che possono aiutare notevolmente in questa &#8220;battaglia&#8221; sono i <strong>cereali integrali</strong>, quindi pane e pasta integrali. Si anche all&#8217;<strong>avena</strong>, all&#8217;<strong>orzo</strong>, e al <strong>grano saraceno</strong>. Anche molti legumi sono utili per far abbassare il valore del colesterolo.</p>
<p>Pare che il consumo di frutta secca, in particolare le <strong>noci</strong>, grazie all&#8217;elevato contenuto di grassi omega 3, siano in grado di prevenire alcune patologie legate all&#8217;apparato cardiovascolare. Da non tralasciare <strong>frutta e verdura</strong> in quanto ricche di fibre solubili. <strong>Mele, pere, banane ed i mirtilli</strong>, sono degli alleati preziosi.  Altri alimenti ricchi di omega 3 sono alcuni pesci come il <strong>merluzzo</strong> e tantissimi pesci azzurri.</p>
<p>Per finire, conoscendo gli alimenti alleati ed evitando il cibo spazzatura, con coscienza e buon senso possiamo evitare di ritrovarci delle analisi preoccupanti, anche perché le patologie cardiovascolari sono silenti e si manifestano allorquando il danno è già in corso. La prevenzione quando si ha a che fare con il colesterolo è fondamentale e comincia dalla tavola!</p>
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		<title>Come nasce un tumore</title>
		<link>http://www.alimentazione.it/come-nasce-un-tumore/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2015 07:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cancro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I tumori rappresentano una delle patologie più diffuse e temute e sono tra le principali cause di morte del XX e del XXI secolo. L&#8217;origine del cancro é eterogenea dal punto di vista molecolare, tessutale e organico:&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I tumori rappresentano una delle <strong>patologie più diffuse e temute</strong> e sono tra le principali cause di morte del XX e del XXI secolo. L&#8217;origine del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cancro" target="_blank"><strong>cancro</strong></a> é eterogenea dal punto di vista molecolare, tessutale e organico: in generale mutazioni di specifici geni, causate da stress cellulari di vario tipo (stress ossidativo, metabolico o esposizione ad agenti mutageni e cancerogeni), comportano l&#8217;acquisizione di determinate caratteristiche da parte della cellula e la perdita di altre.</p>
<p>Le cellule interessate ottengono solitamente capacità proliferative e di sopravvivenza tali da permettere loro di moltiplicarsi in modo anomalo, originando masse di dimensioni diverse. Le cellule acquisiscono vantaggi <strong>metabolici</strong> rispetto alle altre, tali da permettere loro una continua crescita e l&#8217;evasione dalla morte cellulare programmata, o apoptosi, che é un meccanismo di controllo dell&#8217;omeostasi cellulare e tessutale. É interessante sottolineare come numerosi tumori abbiano origine spesso da lesioni pre-cancerose le quali evolveranno in neoplasia in tempi differenti, sempre tessuto-specifici. Alcuni tumori si possono definire ereditari in senso stretto, con mutazioni genetiche trasmesse verticalmente da genitori a figli. Nella maggior parte dei casi le mutazioni che forniscono la grande capacità di divisione alle cellule tumorali, sono però acquisite casualmente, dovute a stress ambientali ai quali si é esposti durante la vita.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-271" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione-cancro-178x300.jpg" alt="alimentazione-cancro" width="178" height="300" title="Alimentazione Come nasce un tumore" /></p>
<p>Comunque i ricercatori hanno ormai chiarito che per i tumori raramente si può parlare di cause univoche, é più corretto introdurre il concetto di fattori di rischio che concorrono allo sviluppo del cancro. Due caratteristiche sono fondamentali per lo sviluppo e la malignità del tumore: <strong>la capacità angiogenetica e l&#8217;invasivitá</strong>. La neoangiogenesi é la capacità di un tumore di creare nuovi vasi sanguigni in modo da sviluppare un sistema vascolare &#8216;proprio&#8217; del tumore, che permetta il trasporto di <strong>sostanze nutritive</strong> alla massa tumorale. Infatti le cellule neoplastiche, essendo in continua proliferazione, richiedono un&#8217;apporto nutrizionale molto elevato.</p>
<p>L&#8217;invasivita é caratteristica fondamentale per definire il grado di malignità di un tumore. Il cancro che ha la capacità di penetrare tessuti limitrofi o perfino di raggiungere tessuti lontani dal tumore primario attraverso il sistema circolatorio è un tumore con alto grado di malignità. L&#8217;invasivitá é alla basa della metastatizzazione: infatti lo sviluppo di metastasi (produzione di masse tumorali in organi diversi dall&#8217;origine della neoplasia) é subordinata alla capacità delle <strong>cellule tumorali</strong> di invadere tessuti e il torrente circolatorio.</p>
<p>La complessità nella cura al tumore é rappresentata dalla eterogeneità della stessa malattia: di uno stesso tumore esistono istotipi con caratteristiche molecolari e tessutali molto diverse. Inoltre, uno stesso tumore é <strong>organismo-specifico</strong>: persone diverse possono sviluppare caratteristiche uniche per una data patologia. La ricerca e la medicina tendono ad un duplice scopo: da una parte trovare caratteristiche comuni dei vari tumori in modo da uniformare il bersaglio da colpire, dall&#8217;altra personalizzare la terapia al fine di ottimizzare la riposta di ogni paziente ai farmaci disponibili.</p>
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		<title>Ovaio policistico: cos&#8217;è?</title>
		<link>http://www.alimentazione.it/ovaio-policistico-cose/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 12:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Ovaio Policistico]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La sindrome dell&#8217;ovaio policistico (PCOS) è un malattia abbastanza frequente e rappresenta la prima causa di infertilità femminile. E&#8217; caratterizzata da un corredo sintomatologico specifico e da particolari lesioni dell&#8217;ovaio. Le cause della patologia non sono state&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La sindrome dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_dell%27ovaio_policistico" target="_blank"><strong>ovaio policistico</strong></a> (PCOS) è un malattia abbastanza frequente e rappresenta la prima causa di infertilità femminile. E&#8217; caratterizzata da un corredo sintomatologico specifico e da particolari lesioni dell&#8217;ovaio. Le cause della patologia non sono state totalmente chiarite, ma gli esperti sottolineano che la familiarità sembra avere un ruolo predominante: donne affette hanno spesso parenti di primo grado con sindrome dell&#8217;ovaio policistico o comunque con disturbi della fertilità non meglio specificati. Anche i livelli ormonali hanno un ruolo decisivo: l&#8217;ovaio è una vera e propria ghiandola e fisiologicamente produce ormoni sessuali maschili e femminili tra cui <strong>androgeni</strong>, <strong>estrogeni</strong> e <strong>progesterone</strong>.</p>
<p>Le pazienti affette da PCOS hanno livelli di androgeni più elevati della norma, mentre i valori di estrogeno ed estradiolo sono mediamente bassi; non è chiaro dove vengano prodotti gli androgeni in eccesso, ma è possibile che coesista un aumento di funzione di un particolare tipo di cellule dell&#8217;ovaio dette &#8220;cellule della teca&#8221;. Secondo altre opinioni invece gli androgeni in eccesso sarebbero prodotti dal surrene. Molte pazienti sono obese e diabetiche: per questo motivo esiste l&#8217;ipotesi che anche un eccesso di <strong>acidi grassi</strong> e <strong>glicemia</strong> non controllata possano influenzare l&#8217;insorgenza della patologia.</p>
<p>I sintomi principali si manifestano a partire dalla pubertà nella sfera endocrinologica e ginecologia. Le donne manifestano irregolarità mestruale: i cicli si distanziano sempre più uno dall&#8217;altro fino ad arrivare ad una totale assenza di mestruazioni (amenorrea). L&#8217;ecceso di androgeni invece causa una progressiva virilizzazione: man mano si determina un <strong>ingrossamento dei muscoli</strong>, <strong>la cute diventa grassa</strong>, <strong>seborroica</strong> e crescono <strong>peli neri</strong> e robusti in zone non tipicamente femminili (mento, zona mascellare, addome); al contrario i capelli possono diventare più rarefatti fino ad arrivare ad una vera alopecia con stempiatura temporale tipicamente maschile.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-126" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione07-300x203.jpg" alt="alimentazione07" width="300" height="203" title="Alimentazione Ovaio policistico: cosè?" /></p>
<p>Sul versante endocrinologico prevale l&#8217;aumento della <strong>glicemia</strong> con <strong>diabete mellito</strong>, degli<strong> acidi grassi</strong> e del <strong>colesterolo cattivo</strong>. La sindrome si presenta comunque molto diversificata per presenza e intensità di sintomi. La diagnosi si basa sulla ricerca di segni principali, sui dati degli esami del sangue con attenzione ai livelli di ormoni e sull&#8217;esecuzione di ecografie mirate ad analizzare la conformazione delle ovaie; queste ultime sono quasi sempre aumentate in dimensioni, ma con profilo irregolare e presentano piccole cisti nella zona superficiale (da qui il nome ovaio policistico).</p>
<p>L&#8217;approccio terapeutico è diversificato a seconda della gravità del quadro. Solitamente si consiglia alle pazienti di perdere peso riducendo l&#8217;apporto calorico ed aumentando il movimento: in questo modo si migliora il profilo di glicemia e colesterolo. Per quanto riguarda i sintomi da eccesso di androgeni sono utilizzati <strong>farmaci con azione inibente l&#8217;effetto degli ormoni:</strong> esistono formulazioni ad uso topico per le manifestazioni cutanee e compresse per i sintomi sistemici.</p>
<p>Più complicata è la risoluzione dell&#8217;infertilità e la regolarizzazione dei cicli mestruali: solitamente si somministrano estro-progestinici finchè la donna non manifesta il desiderio di una gravidanza; alle pazienti che desiderano un figlio invece si suggerisce di rivolgersi ad un medico specialista per iniziare eventualmente un percorso di gravidanza medicalmente assistita.</p>
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		<title>La Stitichezza &#8211; Stipsi o Costipazione (come guarire)</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 01:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Stitichezza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La stitichezza o stipsi è una delle più frequenti patologie, non una malattia, della società moderna. Con questo termine si intende una ritenzione di materiale fecale nell&#8217;intestino crasso, con svuotamento spontaneo meno di tre volte a&#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stitichezza" target="_blank"><strong>stitichezza</strong></a> o stipsi è una delle più frequenti patologie, non una malattia, della società moderna. Con questo termine si intende una ritenzione di materiale fecale nell&#8217;intestino crasso, con svuotamento spontaneo meno di tre volte a settimana e, molto spesso, con emissione difficoltosa delle feci di solito dure ed asciutte.</p>
<p>Alla base della stitichezza, nella maggior parte dei casi, vi è una <strong>disfunzione dell&#8217;intestino</strong> dovuto a diverse cause quali malattie come l&#8217;intestino irritabile ed il megacolon, all&#8217;uso di farmaci quali lassativi , ferro, eccetera e, più comunemente, ad una <strong>dieta alimentare</strong> povera di fibre alimentari, alla sedentarietà, alla scarsa assunzione di liquidi ed ad abitudini sbagliate come ad esempio rinviare la defecazione al momento dello stimolo.</p>
<p>La frequenza di evacuazione si svolge con un ritmo diverso da persona a persona, per cui può avere luogo una o due volte al giorno, oppure soltanto ad intervalli di due o tre giorni, l&#8217;importante che avvenga con regolarità. La costipazione può dare origine ad una serie di complicanze che possono sfociare in malattie vere e proprie. La complicazione più frequente è rappresentata dalla emorroidi che si presentano, generalmente, dopo aver fatto uno sforzo eccessivo all&#8217;atto della defecazione. Tuttavia, la <strong>stipsi</strong> può essere la responsabile di <strong>malattie più gravi quali l&#8217;occlusione intestinale</strong>, i <strong>dolori addominali</strong> <strong>cronici</strong>, il <strong>cancro al colon-retto</strong>, il <strong>megacolon</strong>, il <strong>fecaloma</strong> e quant&#8217;altro.</p>
<p>Per curare e prevenire la stitichezza, non dovuta a malattie, è importante intervenire sull&#8217;<strong>alimentazione</strong>, adottare una regolare attività fisica, abolire alcune abitudini che la favoriscono come la sedentarietà, lo stress, gli stati ansiosi, eccetera e ricorrere all&#8217;utilizzo di <strong>farmaci naturali</strong> e non di sintesi riducendo l&#8217;assunzione di lassativi. Per quanto concerne l&#8217;alimentazione, sarà indispensabile adottare una <strong>dieta ricca di fibre vegetali insolubili</strong> contenute specialmente nei <strong>cereali integrali</strong>, nella <strong>crusca di frumento</strong>, nei <strong>legumi</strong>, nella <strong>frutta</strong>, nella<strong> verdura</strong>, nei <strong>semi di lino</strong> e quant&#8217;altro.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-147" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione23-300x203.jpg" alt="Salute Diabete" width="300" height="203" title="Alimentazione La Stitichezza   Stipsi o Costipazione (come guarire)" /></p>
<p>Le fibre insolubili trattengono l&#8217;acqua degli alimenti durante la digestione ed a livello dell&#8217;intestino rendono le feci più morbide e più voluminose e quindi più facilmente eliminabili. Inoltre, sarà consigliabile sostituire<strong> la pasta ed il pane</strong> raffinati con quelli integrali, introdurre al posto del frumento l&#8217;orzo, sia in grani che in germogli. Non si dovrà dimenticare di <strong>bere molta acqua e spremute fresche,</strong> soprattutto, lontano dai pasti, di assumere fermenti lattici consumando <strong>yogurt</strong> , ricchi di batteri tipo bifidus e acidophilus, con la finalità di ripristinare la flora batterica.</p>
<p>In aggiunta, sarà bene limitare i grassi di origine animale, il sale, i cibi piccanti e tutti gli alimenti astringenti come ad esempio i <strong>frutti di bosco, il limone, il cacao,</strong> eccetera.  L&#8217;attività fisica gioca un ruolo importante contro la costipazione. Indispensabile svolgere con costanza e perseveranza un&#8217;attività fisica. Sarà sufficiente eseguire, per non meno di 60 minuti al giorno, esercizi di media intensità oppure optare per attività più intensa come la corsa o il nuoto per almeno 30 minuti. Tenere sotto controllo lo stress, gli stati ansiosi, l&#8217;aggressività repressa, l&#8217;aspetto sia psicologico che emotivo e gli stimoli emozionali negativi, veri e propri responsabili dell&#8217;alterazione della mobilità sia gastrica che intestinale, aiuteranno a guarire dalla stitichezza.</p>
<p>Se necessario, in alternativa o ad integrazione dei <strong>cibi ricchi di fibra vegetali insolubile</strong>, si possono utilizzare<strong> integratori naturali</strong> a base di fibra di psyllium o di gomma di guar. Adatti anche i lassativi vegetali di massa contenenti crusca di grano e di avena , glucomannano o agar. Mentre, è preferibile evitare l&#8217;uso di lassativi di contatto (composti da senna, rabarbaro, frangula eccetera) se non sporadicamente. Guarire dalla stitichezza non è un&#8217;impresa impossibile, ma per farlo è necessario oltre che mettere in atto i suggerimenti sopra indicati anche ripristinare la sintonia che sussiste tra l&#8217;intestino ed il cervello. Questi due organi risultano collegati tra loro, pertanto ogni comportamento psicologico avverso predispone alla stitichezza ed al suo peggioramento.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è il reflusso gastroesofageo?</title>
		<link>http://www.alimentazione.it/che-cose-il-reflusso-gastroesofageo/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2015 08:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Reflusso Gastroesofageo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tutti hanno avuto qualche volta la spiacevole sensazione, spesso dopo un lauto pranzo, dell&#8217;acidità che risale dallo stomaco lungo l&#8217;esofago per arrivare, talvolta, fino al cavo orale. A parte il fastidio, se questo fenomeno è del&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti hanno avuto qualche volta la spiacevole sensazione, spesso dopo un lauto <strong>pranzo</strong>, dell&#8217;acidità che risale dallo stomaco lungo l&#8217;esofago per arrivare, talvolta, fino al cavo orale. A parte il fastidio, se questo fenomeno è del tutto occasionale, non c&#8217;è nulla di cui preoccuparsi. Ma quando diventa più frequente e capita almeno una volta alla settimana, diventando anche indipendente dall&#8217;abbondanza del pasto, può trattarsi di una patologia chiamata <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Reflusso_gastroesofageo" target="_blank"><strong>reflusso gastroesofageo</strong></a>. Essa è caratterizzata da bruciore di stomaco, acidità e rigurgito.</p>
<p>Normalmente il <strong>cibo</strong> sminuzzato con la masticazione scende lungo i 25-30 cm dell&#8217;esofago grazie alla forza di gravità ed ai movimenti ritmici (peristalsi) di questa prima porzione del tubo digerente. Questo termina con lo sfintere esofageo inferiore, detto cardias, che si richiude dopo il passaggio del bolo, impedendone la risalita. Se per un motivo qualsiasi lo sfintere perde il proprio tono muscolare, esso non è più in grado di chiudersi completamente, rendendo così possibile il fatto che l&#8217;acido gastrico risalga per la strada già percorsa.</p>
<p>Ciò provoca l&#8217;irritazione della mucosa esofagea, con i tipici sintomi. Possono contribuire all&#8217;insorgenza della cosiddetta Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE) anche il rallentato svuotamento gastrico o l&#8217;alterazione della composizione e/o della quantità della saliva.<br />
Gravidanza, obesità, ansia e stress favoriscono la comparsa di questa patologia, che si accompagna molto spesso alla presenza di un&#8217;ernia iatale.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-140" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione21-300x203.jpg" alt="Salute Cellulite" width="300" height="203" title="Alimentazione Che cosè il reflusso gastroesofageo?" /></p>
<p>Sintomi talvolta presenti, oltre a quelli descritti, sono il dolore retrosternale, simile a quello dell&#8217;angina pectoris, che tipicamente peggiora in posizione sdraiata; la disfagia, cioè la sensazione di presenza di <strong>cibo</strong> nel canale esofageo e, talvolta, raucedine, disfonia, tosse. Fino, anche se raramente, a provocare asma se l&#8217;acido viene nebulizzato nelle vie aeree superiori, riuscendo quindi a penetrare nei polmoni.<br />
Il protrarsi del disturbo, se non adeguatamente trattato, può condurre a piccole lesioni della mucosa (esofagite) che possono evolvere fino ad ulcere vere e proprie. Più grave è l&#8217;esofago di Barret, che a causa dell&#8217;irritazione intensa e prolungata della mucosa esofagea, provoca la modificazione di alcune cellule fino a diventare simili a quelle che rivestono lo <strong>stomaco</strong>.</p>
<p>Tale situazione, che può indurre stenosi e sanguinamento, qualora cronicizzasse viene considerata come precancerosa. In fase iniziale la patologia va trattata con farmaci antiacidi. In caso di persistenza della sintomatologia è opportuno procedere ad esami strumentali, instaurando altresì una terapia che si affianchi ad un cambiamento nello stile di vita, che comunque rimane l&#8217;intervento prioritario. Fondamentale risulta la riduzione del peso corporeo, la rinuncia al fumo e l&#8217;abolizione delle <strong>bevande gassate ed alcoliche. </strong></p>
<p>Attenzione bisogna anche porre all&#8217;utilizzo di alcune categorie di <strong>farmaci</strong> potenzialmente gastrolesivi. Le categorie di prodotti da impiegare sono i procinetici, che accelerano lo svuotamento gastrico, i protettori della mucosa e gli inibitori della pompa protonica o gli antagonisti dei recettori H2 che hanno entrambi la funzione di ridurre la secrezione acida gastrica, diminuendo così la quantità del fattore lesivo. Solo in un ristretto numero di casi le terapie farmacologiche non hanno successo; solo allora l&#8217;indicazione diventa chirurgica.</p>
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		<title>Guida avanzata per abbassare l&#8217;indice glicemico</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 19:14:19 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Diabete]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il diabete è una malattia molto diffusa e costituisce il fattore di rischio principale sia per patologie cardiovascolari che cerebrali. I diabetici hanno valori di glucosio del sangue troppo elevati e questo dipende sia da fattori&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diabete" target="_blank">diabete</a> è una malattia molto diffusa e costituisce il fattore di rischio principale sia per patologie cardiovascolari che cerebrali.<br />
I diabetici hanno valori di glucosio del sangue troppo elevati e questo dipende sia da fattori genetici che dallo stile di vita.<br />
In particolare esistono due tipologie di diabete: il tipo uno detto giovanile che è una malattia autoimmune ed ha una componente familiare maggiore; ed il tipo due, che invece è più influenzato <strong>dallo stile di vita ed in particolare dall&#8217;alimentazione.</strong></p>
<p>Gli individui affetti da diabete di tipo due sono spesso in sovrappeso e hanno alterati valori di trigliceridi, colesterolo e naturalmente, glicemia.</p>
<p>Oltre alla terapia farmacologica standard, per questi pazienti è fondamentale adottare una dieta sana, equilibrata e corretta.<br />
Molti studi rivelano che la dieta, indipendentemente dalla terapia medica, può abbassare la glicemia e aiuta a mantenere un buon controllo dei valori che si registrano dopo il pranzo, anche in coloro che assumono antidiabetici.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-147" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione23-300x203.jpg" alt="Salute Diabete" width="300" height="203" title="Alimentazione Guida avanzata per abbassare lindice glicemico" /></p>
<p>In passato le opinioni erano molto categoriche e si consigliava ai diabetici di assumere <strong>una dieta priva di carboidrati e zuccheri complessi.</strong><br />
Attualmente la maggior parte degli esperti invece <strong>suggerisce che gli zuccheri sono molto importanti anche per un paziente diabetico</strong>, infatti il nostro cervello e&#8217; avido di carboidrati e la regolazione dell&#8217;assunzione del glucosio da parte del sistema nervoso è indipendente dall&#8217; insulina.</p>
<p>I pazienti diabetici non devono privarsi di alcun cibo, ma piuttosto dovrebbero ridurre le porzioni e porre attenzione all&#8217;indice glicemico degli alimenti; questo valore rappresenta la velocità con cui lo zucchero degli alimenti passa al sangue dell&#8217; individuo. Se la concentrazione di glucosio nel sangue aumenta troppo velocemente si secerne insulina in modo eccessivo e sregolato passando da una condizione di iperglicemia ad una di ipoglicemia troppo velocemente.</p>
<p>In generale per i diabetici è meglio scegliere cibi con basso indice glicemico.</p>
<p>Sicuramente da <strong>preferire il pesce al posto della carne</strong>; tra le carni scegliere quelle bianche. Optare per<strong> pane, pasta integrali e tutti gli alimenti ricchi di fibre</strong>. Sostituire i condimenti a base d&#8217; olio con<strong> limone e aceto</strong>. Meglio i sott&#8217;aceto per uno stuzzichino!<strong> Via libera ai legumi: fagioli, lenticchie, piselli</strong>. Fra la frutta basso indice per prugne, albicocche, pere alto per angurie, meloni, cocomero e banane. <strong>Datteri, miele e pizza e pop corn sono out</strong>.</p>
<p>Questo valore però, non dipende solo dalla natura dei cibi, ma molti altri fattori possono influenzarlo. Primi elementi da considerare sono il metodo e la temperatura di cottura: cibi meno cotti hanno un indice glicemico inferiore e quindi per un diabetico sarebbe indicato ridurre i tempi di cottura degli alimenti. Pasta al dente, oppure patate fredde in insalata che hanno un valore molto più basso di quelle calde, magari fritte!</p>
<p>Importante è anche associare il consumo di carboidrati (ad elevato indice glicemico) a fibre ed alimenti ricchi in vitamine: in questo modo l&#8217;elevato indice glicemico degli zuccheri viene notevolmente tamponato.</p>
<p>Ciascun paziente diabetico dovrebbe conoscere approfonditamente il valore di indice glicemico dei cibi in modo da valutare attentamente non solo che alimenti scegliere, ma anche come cucinarli.</p>
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		<title>6 consigli utili per combattere la cellulite con il cibo</title>
		<link>http://www.alimentazione.it/6-consigli-utili-per-combattere-la-cellulite-con-il-cibo/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 18:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Cellulite]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La cellulite è un&#8217;infiammazione della pelle e del tessuto sottocutaneo. Può localizzarsi alla cute e, soprattutto, alle cosce, ai fianchi ed ai glutei. Si distinguono quattro tipi di cellulite ovvero: la cellulite dura e solida formata&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cellulite" target="_blank">cellulite</a> è un&#8217;infiammazione della pelle e del tessuto sottocutaneo. Può localizzarsi alla cute e, soprattutto, alle cosce, ai fianchi ed ai glutei. Si distinguono quattro tipi di cellulite ovvero:</p>
<ul>
<li>la cellulite dura e solida formata da masse dure e con pelle ispessita, secca e ruvida. La parte colpita da questo tipo di cellulite risulta spesso dolorosa alla palpazione e presenta noduli piccoli o voluminosi facilmente visibili e palpabili in superficie;</li>
<li>la cellulite flaccida e molle che si manifesta con gonfiori, noduli più o meno piccoli palpabili nello spessore sottocutaneo ed in profondità che con i movimenti del corpo tendono a fluttuare;</li>
<li>la cellulite edematosa è simile alla cellulite flaccida e molle con una variante ovvero la presenza abbondante di liquidi che ristagnano all&#8217;interno delle masse di cellulite. Si localizza soprattutto ai fianchi e agli arti inferiori;</li>
<li>la cellulite maschile che si può presentare nella forma flaccida e molle oppure in quella dura. La prima colpisce le zone anteriori e laterali dell&#8217;addome, mentre la seconda il dorso e la base del collo.</li>
</ul>
<h2>Cause della cellulite</h2>
<p>Benché la cellulite è un&#8217;infezione della pelle, molto spesso la sua origine è legata ad un&#8217;alterazione della normale microcircolazione.</p>
<p>Si possono distinguere sia dei fattori predisponenti che determinanti della cellulite. Tra i primi vi sono il sesso femminile, la razza mediterranea, alcune situazioni fisiologiche come la pubertà, la gravidanza, l&#8217;allattamento e la menopausa, la tendenza alla ritenzione idrica causata da squilibri ormonali, l&#8217;alterazione dei ritmi biologici, la sedentarietà, lo stress, gli stati ansiosi, l&#8217;eccessiva fatica sia fisica che psicologica, la stitichezza, le cause genetiche e i<strong> bruschi aumenti di peso o i rapidi dimagrimenti</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-140" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione21-300x203.jpg" alt="Combattere la cellulite in modo naturale" width="300" height="203" title="Alimentazione 6 consigli utili per combattere la cellulite con il cibo" /></p>
<p>Tra i fattori determinanti vi sono le malattie a carico sia delle vene che dei vasi linfatici, <strong>l&#8217;alimentazione sbilanciata, i disturbi della digestione</strong>, le intossicazioni croniche, le calzature inadeguate che possono modificare sia la colonna vertebrale che la postura e l&#8217;abbigliamento troppo stretto o ingombrante.</p>
<h2>Sei consigli utili per prevenire e combattere la cellulite</h2>
<p>Per prevenire la cellulite è utile sia il controllo di un&#8217;eventuale insufficienza venosa che lo svolgere una costante attività fisica. Non meno importante è l&#8217;alimentazione che dovrà svolgere una funzione disintossicante, equilibratrice e regolatrice dell&#8217;intestino.</p>
<p>Sarà fondamentale <strong>combattere il sovrappeso e bere molti liquidi</strong> con la finalità di favorire la corretta funzionalità dei capillari.</p>
<p>Per combattere questo antiestetico problema si può anche trovare aiuto da creme che, spalmate sull&#8217;epidermide infiammata, attivano una ripresa della circolazione o altri prodotti in grado di trattare adeguatamente il disturbo come gli <strong>integratori naturali</strong> e trattamenti medici quali la fitoterapia, la mesoterapia, la laser terapia, la ionoforesi, l&#8217;ultrosuonoterapia, la pressoterapia, l&#8217;ozonoterapia, la lipoaspirazione e le diverse tecniche corporee rappresentate dai differenti massaggi manuali ed idrici.</p>
<h2>Diete dimagranti per combattere la cellulite</h2>
<p><strong>Per sconfiggere la cellulite non si deve attuare uno schema dietetico troppo impegnativo</strong>, infatti la dieta anticellulite <strong>non deve essere considerata una dieta dimagrante</strong> in senso stretto. Questo perchè durante il dimagrimento si bruciano più facilmente i<strong> depositi di grasso piuttosto che i grumi di cellulite</strong>.</p>
<p>Le diete dimagranti per la cellulite devono essere complete e bilanciate dal punto di vista della quantità, essere leggermente ipocaloriche, <strong>povere di sale, ricche di verdura e frutta fresca di stagione</strong>, con un buon contenuto di acqua, di vitamine e oligominerali, non essere ricca di sale e tanto meno di grassi,<strong> povera di cibi piccanti ed irritanti</strong>, con un buon apporto di carboidrati e una<strong> contenuta quantità di proteine soprattutto vegetali</strong> e senza bevande eccitanti come caffè, alcolici e tè.</p>
<p>Tra gli alimenti consigliati vi sono l&#8217;acqua minerale naturale,<strong> i succhi di frutta senza zucchero, la frutta fresca ricca di vitamina C, E, potassio, zinco, magnesio, selenio, rame e ferro ( tra cui finocchi, carciofi, asparagi, carote, lattuga, eccetera), la verdura ricca di acqua come meloni, anguria, ciliegie, ananas e ribes, i cereali integrali, i legumi,i pesci, lo yogurt ed il latte magro.</strong></p>
<p>Da consumare con moderazione le verdure piccanti come aglio, peperoni e rapanelli, la frutta secca, le patate, le carni magre, i grassi vegetali, i formaggi ed il latte parzialmente scremati ed il sale raffinato. Da evitare gli <strong>zuccheri semplici, le carni grasse, gli affettati troppo salati, i cibi fritti, i grassi animali, i formaggi sia grassi che fermentati, le droghe alimentari, il caffè, il tè, gli alcolici, il cioccolato ed il fumo.</strong></p>
<p>Le diete dimagranti per sconfiggere la cellulite devono prevedere anche l&#8217;utilizzo di tisane, senza zucchero, realizzante con piccioli di ciliegia, con foglie di betulla, di ortica o con radice di tarassaco.</p>
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		<title>Guida avanzata sull&#8217;ipertensione (Cause, Sintomi, Cure)</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 04:35:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Ipertensione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Con il termine ipertensione si intende un aumento anormale della pressione del sangue. Può manifestarsi a livello delle arterie dando origine all&#8217;ipertensione arteriosa, delle vene determinando l&#8217;ipertensione venoso o a carico del sistema portale generando la&#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Con il termine <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipertensione" target="_blank">ipertensione</a> si intende un aumento anormale della pressione del sangue.</strong> Può manifestarsi a livello delle arterie dando origine all&#8217;ipertensione arteriosa, delle vene determinando l&#8217;ipertensione venoso o a carico del sistema portale generando la cosi detta ipertensione portale ossia l&#8217;aumento della pressione nella vena porta dovuto ad un&#8217;ostruzione di tale vena. Generalmente, si parla di ipertensione quando i valori della pressione massima o istolica superano i 140 mmHg ed i 90 per quella minima o diastolica.<strong> Questa patologia è responsabile dell&#8217;indurimento dei vasi arteriosi, dell&#8217;aumento del rischio d&#8217;infarto, di ictus cerebrali e di malattie a carico sia del sistema circolatorio che di quello renale.</strong></p>
<h2>Cause dell&#8217;ipertensione</h2>
<p>L&#8217;ipertensione viene detta primaria o essenziale, per il 90-95% dei soggetti che ne soffrono, in quanto non esiste una causa ben definita che la generi. Mentre, per il 5-10% dei casi è legata a patologie quali una stenosi dell&#8217;arteria, un cattivo funzionamento dei reni, l&#8217;insufficienza della valvola aortica, l&#8217;anemia, malattie o malformazioni cardiache, le lesioni cerebro-vascolari, l&#8217;uso di alcuni farmaci e tumori a carico delle ghiandole surrenali.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-132" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione13-300x203.jpg" alt="ipertensione polmonare" width="300" height="203" title="Alimentazione Guida avanzata sullipertensione (Cause, Sintomi, Cure)" /><br />
Fattori di rischio sono anche l&#8217;obesità, l&#8217;alimentazione particolarmente ricca di grassi e sali, la carenza sia di potassio che di vitamina D nella dieta, l&#8217;avanzamento dell&#8217;età, lo stress, uno stile di vita sedentario, patologie croniche come il diabete, l&#8217;ipercolesteromia e le apenee notturne.</p>
<h2>I sintomi dell&#8217;ipertensione</h2>
<p>Difficilmente l&#8217;ipertensione si manifesta con dei sintomi, tuttavia, <strong>alcune persone possono avvertire mal di testa nella zona occipitale del capo, capogiri, perdita di sangue dal naso, disturbi agli occhi, ronzii, palpitazioni, nervosismo, facile affaticamento e sangue nelle urine</strong></p>
<h2>Cure per prevenire l&#8217;ipertensione</h2>
<p>Il primo passo da fare è quello di controllare regolarmente i valori pressori rivolgendosi al proprio medico o al proprio farmacista di fiducia.<strong> Per prevenire l&#8217;ipertensione è necessario, se si è in sovrappeso, diminuire di qualche chilo. Fondamentale sarà anche modificare l&#8217;alimentazione e lo stile di vita.</strong> La dieta quotidiana dovrà comprendere il consumo di alimenti a basso contenuto di sodio a favore di quelli ad elevato contenuto di potassio. Questo perché il sale provoca una ritenzione dei liquidi facendo aumentare la massa del sangue circolante e, indirettamente, la pressione arteriosa. Il potassio, presente soprattutto nella frutta. nella verdura, nei legumi e nei semi oleosi, favorisce l&#8217;eliminazione del sodio. L&#8217;iperteso dovrà adottare un&#8217;alimentazione povera di grassi saturi (burro, margarina, lardo, eccetera) , di colesterolo e di zuccheri semplici. Dovrà prediligere sia il consumo di grassi monoinsaturi, come l&#8217;olio d&#8217;oliva preferibilmente a crudo, e grassi polinsaturi quali l&#8217;olio di soia o di girasole che sono ricchi di acidi grassi essenziali come il linoleico e l&#8217;alfa-linoleico. Non dovranno mancare nella dieta cibi ricchi di calcio, di magnesio e di vitamina D in quanto determinano una riduzione della pressione. Un altro effetto benefico si avrà consumando una maggior quantità di proteine vegetali che favorendo l&#8217;eliminazione del sodio, attraverso le urine, faciliteranno la diminuzione della pressione.<strong> Indispensabile sarà ridurre il consumo di alcool ed incrementare l&#8217;attività fisica.</strong></p>
<h2>Terapie</h2>
<p>Quando le cure di prevenzione dell&#8217;ipertensione non sono sufficienti a ridurre la pressione sanguigna, il medico può prescrivere una cura farmacologica composta da diuretici, farmaci simpaticolitici, vasodilatatori , antidepressivi, calcio-antagonistici, eccetera. In determinati casi, ovvero quando gli ipertesi non ottengono benefici dai farmaci, può rendersi necessario l&#8217;istallazione di uno stimolatore elettrico nella clavicola con la finalità di bloccare gli aumenti di pressione.</p>
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		<title>Come combattere il colesterolo cattivo in 4 semplici passi</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 20:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alimentazione.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Colesterolo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>IL COLESTEROLO Il colesterolo è una componente importante di molte strutture dell&#8217;organismo, dalle membrane cellulari agli ormoni. Le lipoproteine sono il mezzo con cui i grassi ed il colesterolo vengono trasportati dall&#8217;intestino al fegato e dal&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.alimentazione.it/come-combattere-il-colesterolo-cattivo-in-4-semplici-passi/">Come combattere il colesterolo cattivo in 4 semplici passi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.alimentazione.it">Alimentazione.it</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>IL COLESTEROLO</h2>
<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colesterolo" target="_blank">colesterolo</a> è una componente importante di molte strutture dell&#8217;organismo, dalle membrane cellulari agli ormoni. Le <strong>lipoproteine</strong> sono il mezzo con cui <strong>i grassi ed il colesterolo</strong> vengono trasportati dall&#8217;intestino al fegato e dal fegato al resto dell&#8217;organismo, sono questi &#8220;tir del grasso&#8221; che andando fuori strada possono provocare il danno alle arterie meglio noto come aterosclerosi depositando il colesterolo nelle arterie fino a formare le famose placche e da lì occludere il vaso oppure promuovere il distacco di frammenti di questo &#8220;tappo&#8221; (emboli) con aumentato rischio di infarto ed ictus se raggiungono cuore o cervello.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-131 size-medium" src="http://www.alimentazione.it/wp-content/uploads/alimentazione12-300x203.jpg" alt="Colesterolo cattivo e buono" width="300" height="203" title="Alimentazione Come combattere il colesterolo cattivo in 4 semplici passi" /></p>
<h2>GRASSI BUONI, GRASSI CATTIVI E DIETA</h2>
<p>Sono gli LDL i trasportatori del famigerato <strong>&#8220;grasso cattivo&#8221;</strong>, una loro presenza eccessiva non fa altro che aumentare il rischio di depositi di colesterolo. Gli HDL invece sono dei trasportatori di &#8220;grasso buono&#8221;, perché non tende a depositarsi lungo i vasi, anzi tende a raccogliere dalle pareti delle arterie anche il <strong>colesterolo</strong> che qui si deposita. Nonostante l&#8217;efficacia di molti <strong>farmaci anticolesterolo</strong> è importante sapere che, tranne qualche eccezione di origine genetica, alti livelli di colesterolo nel sangue (ipercolestorelemia) sono correlati ad una dieta sbagliata.</p>
<p>Da ciò possiamo comprendere come spesso anche la sola correzione della dieta possa risultare terapeutica per chi ha questo tipo di problemi. Vediamo allora quali consigli tenere a mente per non avere sorprese dalle prossime analisi del sangue.</p>
<h2>QUATTRO SEMPLICI PASSI PER EVITARE L&#8217;IPERCOLESTEROLEMIA</h2>
<h3>Introdurre meno grassi possibile con la dieta</h3>
<p>Consiglio scontato seppur spesso sottovalutato. In particolare evitare i &#8220;grassi cattivi&#8221;, gli <strong>alimenti di derivazione animale</strong> infatti contengono grandi quantità di colesterolo. È bene preferire condimenti meno grassi possibile, <strong>no a burro, strutto, panna utilizzare invece olio extravergine di oliva o di semi.</strong></p>
<h3>Consumare regolarmente frutta, verdura e legumi</h3>
<p>Oltre ad essere ottimi sostituti degli alimenti animali, sono anche protettivi per cuore ed apparato cardiovascolare infatti non contengono colesterolo. Un altro punto a favore dei vegetali è la fibra, si è dimostrato come riduca sensibilmente l&#8217;assorbimento intestinale di colesterolo. Una corretta dieta a basso contenuto di grassi dovrebbe comportare il <strong>consumo di legumi e verdure</strong> almeno 3 o 4 volte alla settimana.</p>
<h3>Carne al bando? Assolutamente no!</h3>
<p>Anche se gli alimenti di origine animale contengono più grassi possono essere consumati con qualche accorgimento. La carne rossa come quella bianca possono comparire sulle nostre tavole a patto che siano poco grasse, preferire carne bovina ed <strong>assicurarsi di eliminare la pelle dalla carne di pollo, tacchino o coniglio.</strong><br />
Il pesce poi non solo può essere consumato, ma è addirittura consigliato. La sua carne è ricca di omega-3 e tutta una serie di grassi buoni importanti per proteggere l&#8217;apparato cardiovascolare.</p>
<h3>Correggere lo stile di vita</h3>
<p>Predicare bene, ma razzolare male non gioverà alla colesterolemia. Oltre che seguire i consigli detti sopra è importantissimo mantenere uno stile di vita sano ed attivo, evitare la sedentarietà e fare esercizio fisico, i centimetri di troppo sono deleteri per il nostro organismo oltre che antiestetici. Il fumo va abolito come anche <strong>deve essere ridotto il consumo di caffè ed alcolici.</strong></p>
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